Cronaca
26 Maggio 2011
Sindacato e ordine dei giornalisti prendono posizione sulla procura di Ferrara

“Caso Minna, intimidazione ai giornalisti”

di Marco Zavagli | 2 min

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“L’Associazione Stampa Ferrara, l’Associazione della Stampa Emilia-Romagna e l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna esprimono ampia solidarietà ai cronisti giudiziari de “la Nuova Ferrara” e “Resto del Carlino” ascoltati come testimoni in merito ad una presunta fuga di notizie sui casi che riguardano la procura di Ferrara e il procuratore capo Rosario Minna nell’ambito di procedimenti pendenti al Csm che lo riguardano personalmente (vai all’articolo)”. È la nota stampa diffusa da sindacato e ordine dei giornalisti dopo la riunione dell’Aser tenuta lunedì sera all’Hotel Astra.

I giornalisti alla richiesta di svelare le proprie fonti hanno fatto valere il segreto professionale come del resto codice deontologico e  norme consentono loro. “Tuttavia – prosegue la nota -, ad avviso di sindacato e ordine l’indagine aperta dal procuratore Minna, e legata ai carabinieri, cela una inopportuna intimidazione sui giornalisti che hanno svolto doverosamente e seriamente il proprio lavoro, nonché manifesta una palese violazione al diritto di cronaca e di informare la cittadinanza ferrarese di una situazione di estremo disagio in cui si trova l’ufficio giudiziario più importante della città”.

La presa di posizione degli organi di rappresentanza dei giornalisti si allarga poi all’ambito ambientale di via Mentessi. “Da tempo, riferiscono gli stessi cronisti impegnati quotidianamente, i rapporti con le fonti giudiziarie si sono sempre più deteriorati se non azzerati, portando i cronisti nell’impossibilità di svolgere il proprio ruolo di  informatori, senza condizionamenti, nel solo interesse di una opinione pubblica che ha il diritto di conoscere, come i giornalisti  hanno il dovere di informare correttamente e scrupolosamente”.

Sindacato e ordine auspicano quindi “che vengano ristabilite al più presto relazioni non conflittuali e per questo si rendono disponibili ad aprire un confronto sereno con tutti gli organi giudiziari ed inquirenti”.

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