Politica
25 Maggio 2011
La procura gli contesta l’agevolazione di una pratica edilizia

Simone Lodi a processo per corruzione

di Marco Zavagli | 2 min

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Il consigliere comunale Simone Lodi è stato rinviato a giudizio per corruzione. Il gup Monica Bighetti ha accolto la richiesta del pm Patrizia Castaldini (che nel febbraio 2010 aveva chiesto addirittura l’arresto per il politico, poi negato dal gip e successivamente dal tribunale del Riesame), che aveva indagato l’attuale componente del Gruppo Misto nel consiglio comunale di Ferrara per un fato avvenuto nel 2008.

Secondo la procura Lodi avrebbe favorito il via libera in commissione edilizia di una pratica, una richiesta di edificabilità di un terreno agricolo nelle periferia sud di Ferrara, che passò poi il vaglio del consiglio (votazione alla quale Lodi non era presente). Secondo l’accusa il consigliere avrebbe agito dietro la promessa di una tangente di 4mila euro.

Una pratica che secondo l’imputato, difeso dall’avvocato Francesco Andriulli, “aveva tutte le caratteristiche per passare”. “Andrò a processo, come è giusto che sia, per poter provare la mia innocenza – prosegue Lodi, che comparirà davanti al giudice il prossimo 12 ottobre -; non c’è una intercettazione né un testimone che confermi l’ipotesi del passaggio di denaro”.

Il consigliere, ex An, ex Pdl ed ex Fli, si dice “tranquillo, anche se soffro per motivi personali”: a denunciarlo, infatti, sarebbe stato un fratello, che avrebbe parlato del fatto con i carabinieri di Ferrara. A turbarlo, poi, sono anche “sette anni di persecuzioni giudiziarie, partite con le minacce e le pallottole recapitate a casa mia, continuate con la vicenda del crac di un’azienda dei Lombardo (per la quale venne coinvolto per favoreggiamento nel processo pendente presso a procura di Palmi, Reggio Calabria) e culminate con questa inchiesta, che guarda caso vede il rinvio a giudizio alla vigilia della mia festa”.

Domani Lodi inaugurerà infatti la festa di Azione Popolare, movimento politico che fa riferimento a Silvano Moffa, deputato di Iniziativa Responsabile (quella dell’ultima sfornata di sottosegretari). A San Bartolomeo sono attesi i ministri Romani e Alfano e l’intervento in videoconferenza del premier Berlusconi.

“Trovo scandalosa – prosegue il consigliere – la fuga di notizie che vede la stampa a conoscenza del mio rinvio a giudizio appena dieci minuti dopo l’udienza preliminare, che ricordo non essere un processo pubblico, ma un’udienza a porte chiuse. Ma se qualcuno crede di rovinarmi la manifestazione si sbaglia di grosso”.

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