Cronaca
19 Maggio 2011
Rinviato a giudizio insieme alla moglie e all’ex preside

Molestie alle alunne, prof a processo

di Marco Zavagli | 2 min

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Venne denunciato dalle sue studentesse per comportamenti ben poco consoni alla sua professione, come aver fatto allusioni di chiara matrice sessuale all’indirizzo di alcune ragazzine minorenni. Ora il docente, 54 anni, è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale, abuso d’ufficio e violenza privata.

Con lui, davanti al giudice, si presenteranno il prossimo 9 novembre (l’udienza verrà celebrata a porte chiuse, dal momento che sono coinvolte minorenni) anche la moglie, insegnante nella stessa scuola superiore cittadina, e l’ex preside della scuola superiore di Ferrara. Il coniuge (difesa così come il marito dal’avvocato Franco Romani) è chiamata a rispondere di violenza privata, mentre la dirigente (assistita dall’avvocato Alberto Bova) è stata prosciolta da due capi d’accusa relativi ad abuso d’ufficio e rinviata a giudizio invece per favoreggiamento, per aver ‘coperto’ i comportamenti del professore, ritardando secondo la procura l’invio della segnalazione agli organi competenti.

Queste le pronunce del gup Silvia Marini che, dopo quattro ore di udienza preliminare, ha accolto le richieste della pm Angela Scorza.

Il caso era scoppiato nel marzo del 2010 in seguito alla segnalazione di una collega del docente e del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Vincenzo Viglione, cui erano giunte “strane” voci che chiedevano una conferma. Da quelle “voci” – riferite da alcune ragazzine prese di mira – era partita su impulso dell’Usp una indagine interna, maturata poi in una segnalazione alla procura. Quattro studentesse di 16 anni riferirono così ai carabinieri di carezze e allusioni di chiara matrice sessuale che il docente avrebbe rivolto loro durante le ore di lezione. E una volta partite le indagini, nella vicenda erano entrate anche la direttrice didattica dell’istituto e la moglie del professore. A maggio addirittura la procura chiese l’arresto dell’insegnate, ma il tribunale respinse la richiesta di misura cautelare, rigetto poi confermato in sede di riesame che impose invece l’obbligo di firma.

Ora il dibattimento chiarirà la varie posizioni. In attesa di quel momento l’avvocato Romani si dimostra sicuro: “ci difenderemo da tutte le accuse e siamo fiduciosi del risultato”. Soddisfatto del proscioglimento dai due capi di imputazioni relativi ad abuso d’ufficio l’avvocato Bova: “c’era l’evidenza che non si poteva parlare di abusi. Ora servirà il dibattimento per chiarire le diverse versioni date dagli alunni nell’incontro con la dirigente, ma siamo sicuri che al processo arriverà l’assoluzione”.

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