
Il giudice di primo grado, Francesco Caruso
Si apre oggi il processo di appello contro Enzo Pontani, Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri, i quattro poliziotti condannati il 6 luglio 2009 in primo grado per omicidio colposo a 3 anni e 6 mesi.
Sarà la Prima sezione della Corte d’appello di Bologna, con il giudice Luca Ghedini, a celebrare il secondo grado di giudizio per la morte di Federico Aldrovandi, morto a 18 anni in via Ippodromo a Ferrara il 25 settembre 2005 durante una colluttazione con la polizia.
Aprirà questa mattina il procuratore generale con una relazione di 600 pagine. Verrà formalizzata poi l’uscita dal processo delle parti civili (risarcite già dallo Stato): la madre Patrizia Moretti, il marito Lino, il fratello di Federico, Stefano, e il nonno.
Toccherà quindi alle difese avanzare le proprie strategie. Sul punto l’avvocato Piersilvio Cipolotti, dello studio di Nicolò Ghedini (il legale del premier potrebbe essere presente nelle fasi successive), ha già in mente di chiedere una super perizia. “Abbiamo di fronte una sentenza contraddittoria – ha spiegato -: da una parte motiva per il 90% del suo contenuto come se si trattasse di omicidio preterintenzionale, e per il restante 10% condanna per omicidio colposo. Mi aspetto che in udienza il procuratore capo articoli bene le sue accuse. In genere il secondo grado è abbastanza veloce come svolgimento, ma non credo che in un caso come questo assisteremo a un appello-lampo”.
Secondo il legale “potrebbe anche riaprirsi il dibattimento, con il nuovo esame di alcuni testimoni e potrebbero anche essere svolte nuove perizie”. Anche perché “il giudice di primo grado ha sposato una tesi, quella di Thiene (interruzione per compressione toracica del fascio di Hiss, ndr), che è per quanto importante, pur sempre una consulenza di parte”.
Già fissato il calendario di udienze: dopo quella di oggi, si tornerà in aula domani, il 18, il 23 e 25 maggio.
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