Quel paziente, entrato in struttura ad appena 61 anni e quindi ancora nel pieno delle energie fisiche, era difficilmente contenibile. Affiancarlo 24 ore su 24 era improbo e, soprattutto, quando aveva i suoi scatti d’ira era difficile da contenere.
Questo in estrema sintesi il quadro tratteggiato ieri dai vari testimoni del pm che si sono succeduti davanti al giudice Anna Ghedini per il processo che vede imputati per omicidio colposo due infermieri e due OSS: Enrico Leprotti e Cecilia De Santis (difesi dagli avvocati Alessandra Pisa e Fabio Anselmo), Paola Pagani (difesa dall’avvocato Riccardo Venturi) e Alessandra Zamboni (avvocato Irene Costantino).
Era il 20 febbraio 2008 quando Vito Bonora, 89 anni, ospite della casa di riposo di via Ripagrande, litiga con un altro ospite, Lauro Cariani, di 61 anni. Quest’ultimo gli sferra un pugno che lo fa cadere per terra. Nella caduta Bonora si procura la frattura del femore. Dopo il ricovero le condizioni peggiorano in modo irreversibile, fino alla morte, avvenuta in ospedale cinque giorni dopo. Per quel tragico evento venne indagato per omicidio preterintenzionale il compagno di stanza che gli sferrò il colpo. La sua posizione venne poi archiviata dopo la perizia psichiatrica che lo giudicò incapace di intendere e volere al momento del fatto. A processo per omicidio colposo finirono invece quattro persone per presunto omesso controllo.
Secondo i colleghi sentiti in aula, tra cui un medico che aveva chiesto per il paziente in questione una visita psichiatrica, l’obbligo di vigilanza a vista non era pensabile. La struttura protetta aveva un numero di addetti anche superiore a quanto richiesto delle normative in materia, ma per poter accudire ogni ospite per tutto il tempo sarebbe servito un infermiere o un OSS per paziente.
A Cariani poi, secondo alcuni testi, era riservata un’attenzione particolare, dal momento che quello con Bonora non era il primo episodio in cui si “scaldava”.
Alla prossima udienza, fissata per il 27 settembre, verranno sentiti gli imputati e il responsabile della struttura.
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