Cronaca
11 Aprile 2011
Le speranze di guarire di un 26enne appese al filo della burocrazia

In attesa del trapianto viene espulso

di Marco Zavagli | 2 min

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Summum ius, summa iniuria recitavano i latini. Una massima che potrebbe ben sposarsi al caso di un ragazzo di 26 anni che soffre di una grave forma di insufficienza epatica. È in attesa di un trapianto di fegato, in lista all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Ora però la legge potrebbe impedirgli di attendere l’evento che potrebbe curarlo. Il suo problema si chiama permesso di soggiorno. Lui infatti è straniero. Straniero irregolare per la legge italiana.

I suoi guai iniziano qualche giorno fa, quando viene fermato dai carabinieri senza permesso di soggiorno. Come da prassi in questi casi i militari lo portano all’ufficio immigrazione della questura. Ne segue il decreto di espulsione da parte del prefetto.

La polizia lo porta al Cie di Milano. Qui il medico che lo visita dichiara il suo stato di salute incompatibile con l’ingresso nel centro di identificazione ed espulsione. La macchina della burocrazia lo riporta a Ferrara. Tocca alla questura emettere l’ordine di espulsione dal territorio nazionale entro cinque giorni.

Ora il 26enne, nonostante le sue condizioni ne richiedano cure continue, dovrà abbandonare l’Italia “con il rischio di non potervi fare ritorno in tempo”, secondo i timori dei famigliari che vivono a Ferrara. La sorella e il marito di lei hanno contattato un avvocato per cercare di fare qualcosa. Il primo atto sarà un ricorso che depositeranno quanto prima al giudice di pace. Il termine è di 60 giorni.

Nel frattempo non si sa cosa sarà del giovane. Se trasgredisce all’ordine del questore rischia da uno a cinque anni di reclusione. Se torna nel proprio Paese dovrà affidarsi al consolato o all’ambasciata, nella speranza che la sua pratica venga accolta, che la sua malattia non si aggravi e che il suo nome rimanga nella lista d’attesa della speranza.

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