Aveva raccontato di essere stato rapinato, sequestrato e mutilato da una banda. Ma ora quella versione comincerebbe a traballare. Un centese di 49 anni, Alessandro Stagni, venne soccorso lo scorso 17 marzo in aperta campagna, in stato di shock e con una mano a pezzi.
Ai soccorritori prima e alle forze dell’ordine poi dirà di essere sceso poche ore prima dal treno, alla stazione di Reggio Emilia. Da qui, con trolley e vestito di tutto punto, con rolex al polso e in tasca 13mila euro vinti – a suo dire – poco prima con un gratta e vinci acquistato in una tabaccheria a Cento, si incammina per un breve giro in centro.
Poco dopo avrebbe dovuto prendere un treno che lo avrebbe accompagnato a Brescello, dove voleva visitare la chiesa e il museo di Don Camillo e Peppone. Imboccata una strada secondaria, però, è stato avvicinato da un’auto con a bordo tre uomini. Gli han chiesto da accendere e mentre stava cercando nelle tasche i tre l’hanno preso e caricato a forza in macchina.
Per portarlo in campagna. Qui, una volta derubato di tutto, i tre – sempre secondo la sua versione – dalla carnagione scura, “nordafricani” ma o “nomadi” (dirà ai cronisti delle testate locali), alterati da alcol e forse droga, gli avrebbero messo in mano un petardo accesso. Non poteva lasciarlo cadere, pena la morte.
Lui ha obbedito e l’esplosione gli ha distrutto le mani: quattro falangi saltate nella sinistra, fratture nella destra. A quel punto, abbandonato dai suoi aguzzini, il 49enne ha vagato per i campi. Fino a trovare una casa dove è stato accolto e da dove sono stati chiamati i soccorsi.
Sull’episodio stanno indagando le forze dell’ordine, in cerca di riscontri. E sono proprio quelli che mancano, per ricostruire la disavventura del centese.
Secondo quanto riporta la cronaca di Reggio Emilia del ‘Carlino’, infatti, gli inquirenti non crederebbero molto a questa versione. La valigia, l’auto, la vincita. Sono alcuni degli interrogativi che permeano la storia del centese, che ha riferito di aver lavorato in passato da impiegato alla Vm Motori e di essersi poi inventato “traghettatore” di italiani in Croazia per operazioni dentistiche.
Per cercare di dissipare i dubbi o confermare la versione, la polizia lo ha interrogato in questura. Secondo le cronache locali Stagni potrebbe aver inventato tutto per non rivelare il vero motivo di quell’esplosione in aperta campagna. Solo ipotesi, ovviamente, al momento.
Intanto l’uomo, ancora in ospedale, ha chiesto di essere trasferito al SS. Annunziata di Cento, cosa che avverrà nei prossimi giorni.
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