Cronaca
12 Marzo 2011
Entra nel vivo il processo a Passerini, geometra del Comune di Ferrara

Tangenti per agevolare pratiche edilizie

di Marco Zavagli | 2 min

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“Mazzette” per agevolare pratiche edilizie. È quanto avevano scoperto i carabinieri all’interno degli uffici del Comune di Ferrara: banconote sottobanco per velocizzare la lenta burocrazia delle autorizzazioni, dei permessi, dei nulla osta.

Attorno a quello scandalo ruota l’odierno processo “Mazzettopoli”, che ieri ha visto la prima udienza davanti al giudice collegiale (Mattellini presidente, Rizzieri e Attinà a latere). Alla sbarra ci sono Ivan Passerini, 38 anni, geometra del Comune di Ferrara, difeso dall’avvocato Massimo Bissi, e Marco Gulinelli, 50 anni, geometra libero professionista, assistito dall’avvocato Irene Costantino. Al primo vengono contestati diversi capi di imputazione per concussione, per aver intascato mini-tangenti per ogni pratica edilizia che seguiva. Il secondo è accusato di corruzione per aver – secondo l’accusa – consegnato un assegno da 750 euro a Raffaele Turatti (geometra del Comune) per ottenere il parere tecnico positivo per un suo progetto (“un assegno mai visto da nessuno”, ribatte la difesa).

L’inchiesta condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Ferrara, coordinati dalla pm Patrizia Castaldini, ha già “mietuto” vittime. A cominciare dal primo tassello da cui sono partiti gli inquirenti, Gianni Gardenghi. L’allora funzionario del settore edilizia del Comune di Ferrara venne arrestato in flagranza dall’Arma nell’agosto del 2007 per essersi intascato 2000 euro, tranche di un versamento più cospicuo fattosi promettere da un imprenditore. Nell’abitazione di Gardenghi i carabinieri trovarono poi circa 44mila euro nascosti nell’incavo di un muro.

Per quei fatti Gardenghi venne condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione. Da quell’episodio gli inquirenti risalirono ad altri nomi. Tra questi Raffaele Turatti (già condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi) e – appunto – Ivan Passerini che, secondo la tesi accusatoria, si sarebbero intascati mazzette da 200 a 1500 euro.

Parte in causa è il Comune di Ferrara, costituitosi parte civile attraverso l’avvocato Beniamino Del Mercato.

In aula sono stati sentiti gli ufficiali dei carabinieri che svolsero le indagini. A cominciare dal capitano Giuseppe Aloisi, che ha ricostruito la cornice all’interno della quale sarebbero avvenuti i presunti illeciti: “allo sportello unico dell’edilizia si presentavano persone che tramite contatti diretti con Passerini cercavano di ottenere canali privilegiati per le proprie pratiche (sono 55 quelle contestate dalla pm Castaldini, ndr)”.

Questo sarebbe documento dalle testimonianze assunte in sede di indagini e “dai riscontri bancari – spiegherà successivamente il secondo teste, il brigadiere Marco Gamberini – che danno prova di dazioni di denaro”.

Il processo è stato aggiornato al 25 marzo. In quell’occasione verrà chiamato a testimoniare proprio Gardnghi, il primo tassello del mosaico di “Mazzettopoli”.

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