Economia e Lavoro
10 Marzo 2011
Previsto entro 4 anni il rientro degli investimenti milanesi

Carife: l’aumento di capitale è solo una tappa

di Marco Zavagli | 3 min

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“Se fosse crollato il muro dell’operazione Aster, noi saremmo rimasti schiacciati sotto il suo peso”. Pericolo scampato e anzi, fondamenta ricostituite con le pietre della solidità. Sceglie una metafora tratta proprio dal mondo delle costruzioni Sergio Lenzi per esprimere la soddisfazione del buon esito della vicenda Santa Monica.

Vegagest immobiliare Sgr, partecipata da Carife per circa un 30%, in qualità di società di gestione e quindi per conto del fondo immobiliare «Aster», e il Comune di Segrate hanno infatti sottoscritto l’accordo che consentirà di proseguire l’edificazione del progetto Milano Santa Monica.

“Esprimiamo grande soddisfazione  – ha esordito il direttore generale Daniele Forin – perché siamo riusciti a risolvere positivamente un progetto importante e certamente non semplice. Prima è ripartito il cantiere Mi.Luce (Calatrava), posto in centro a Milano e sempre gestito da Vegagest, e ora Aster. È stato un compito non facile perché i punti di attenzione erano diversi e contavano più attori: le famiglie, gli acquirenti, il Comune, i soci e Vegagest stessa. Ci è voluto tempo ed energie per giungere a questa conclusione”.

Carife ha seguito passo dopo passo la vicenda attraverso una task force di sette persone, guidata da Fabrizio Fontana, responsabile Amministrazione rischi di credito. “E’ stato un lavoro lungo e impegnativo – ammette Fontana -. Abbiamo estinto i problemi legati con i principali attori, consentito la soddisfazione del Comune di Segrate, e contestualmente permesso la risoluzione delle criticità legate ai fornitori, così come quelle legate ai promissari acquirenti che avranno libera scelta tra la casa o la somma investita”.

Il rientro del capitale investito in questo segmento immobiliare è previsto entro quattro anni. Una prospettiva che potrebbe incoraggiare la Cassa a continuare a puntare nel settore immobiliare, o comunque a non uscirne, nonostante il percorso verso questo traguardo sia stato tortuoso. “Siamo lì – conferma Forin – e non ci poniamo ora il problema della continuità. Certo che se arriva re Mida con una super offerta…”. “Non c’è alcuna soluzione precostituita – continua il ragionamento Lenzi -, né su Vegagest né su altro”.

Su domanda dei cronisti, il presidente torna sulle ultime notizie finanziarie smentite dai diretti interessati nei giorni scorsi. “Non credo che ci siano dei nemici della Carife – spiega -, sicuramente ci sono delle persone con interessi divergenti dai nostri. Sappiamo che la banca è una bella torta. E su di essa si possono scatenare gli appetiti”.

Tra le notizie rimbalzate dalla cronaca nazionale c’erano anche le presunte difficoltà verso l’ottenimento dell’aumento di capitale. “Dopo a conclusione positiva del fondo Aster – prosegue Lenzi -, l’aumento è la seconda tappa. Ma non il nostro punto di arrivo. La nuova capitalizzazione ci servirà per proseguire fino a dove vogliamo arrivare: alla realizzazione del piano industriale”.

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