Condanne per chi ha scelto i riti speciali e rinvio a giudizio per tutti gli altri. Il gup Monica Bighetti ha sentenziato 4 anni per Daniele Buzzoni, 3 per Benigno Mizar di Verona e 6 mesi per Matteo Marangoni (il pm Filippo Di Benedetto aveva chiesto rispettivamente 4 anni, 1 anno e 6 mesi e 1 anno e 2 mesi), che avevano scelto il rito abbreviato. Hanno patteggiato Salvatore Spatafora, condannato a 2 anni, e Giovanni Principato, 1 anno e 10 mesi).
Per tutti gli altri (26 imputati) inizierà il relativo processo il 14 luglio davanti al tribunale collegiale per accuse a vario titolo di reati di natura fiscale. Sullo sfondo la maxi frode fiscale di 20 milioni di euro attraverso un giro di auto di lusso, soprattutto Mercedes, tra Ferrara e San Marino.
. L’unico capo di imputazione per cui è stato disposto il non luogo a procedere è quello relativo al ribasso fraudolento di prezzi del mercato.
Secondo l’accusa tutto ruotava attorno all’Automec, concessionaria di cui era responsabile legale Roberto Baruzzi, ex presidente dell’Ascom di Ferrara. Con lui, accusati di associazione a delinquere finalizzata al compimento di reati tributari, ci sono altre cinque persone. Si tratta di Giorgio Baruffa, commercialista di Automec; Mauro Bertoni, commerciale di Automec; Franco Maestri, amministratore delegato di Automec fino al 2007, Pasquale Francesco Sbarro, amministratore delle presunte società fittizie che avrebbero fatto da ponte tra Ferrara e San Marino per la compravendita delle vetture.
Da quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo sarebbe riuscito a vendere sottoprezzo, con ribassi anche del 20%, auto di lusso, incentivando gli acquirenti a rivolgersi nella concessionaria Automec di via Bologna, oggi chiusa. In che modo? Le auto di lusso venivano acquistate a San Marino, senza l’Iva (come permetteva allora la normativa comunitaria), salvo poi compilare un’autocertificazione comprovante il regolare assolvimento dell’imposta prima dell’arrivo della merce sul territorio nazionale.
Attraverso triangolazioni con società di comodo, sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti. Ottenendo un doppio danno: allo Stato e al regime concorrenziale concorrenza del mercato, dal momento che le concessionarie acquirenti potevano praticare a loro volta prezzi altamente competitivi rispetto ai concorrenti “in regola”.
Tra i capi di imputazione figura anche la truffa aggravata allo Stato, per la concessione di incentivi per auto ecologiche non dovuti. A scapito, questa volta della Fiat.
aggiornamento del 10 dicembre 2018
il processo di primo grado sì è concluso con l’assoluzione per Roberto Baruzzi, Luigi Armani, Franco e Giancarlo Tomasi, Claudio Frassina, Marco Calura, Giorgio Baruffa, Paola Carucci, Vincenzo D’Ascia, Giovanni Lorenzi, Giuseppe Minardi, Livio Penazzi, Gian Paolo Pirani, Stefano Poltronieri, Roberto Pozzerle.
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