Politica
3 Marzo 2011
Comminate pene fino a 7 anni per spaccio di droga

Altre sette condanne per ‘Piazza pulita’

di Marco Zavagli | 2 min

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Sentiti durante la mattinata di ieri (lunedì 15 giugno) i primi testimoni del processo per la tragica fine di Emily Vegliante, la carabiniera di 22 anni di Solopaca che era in servizio a San Giovanni in Persiceto, morta l'11 maggio 2023 in un violento incidente stradale lungo la Strada Provinciale 66, nelle vicinanze dell'incrocio tra via Modena e via di Renazzo, nel territorio comunale di Cento

Una delle perquisizioni della finanza

Dopo le 13 condanne in patteggiamento di gennaio, il tribunale di Ferrara ne ha emesse altre 7 nei confronti degli imputati che avevano optato per il rito abbreviato nell’ambito del processo per spaccio di droga scoperto nel marzo del 2010 dalla guardia di finanza.

Al termine della requisitoria della pm Mariaemanuela Guerra, e dopo un’ora di camera di consiglio, il gip Monica Bighetti ha emesso le sentenze. Toumi Faycel, tunisino di 31 anni, è stato condannato a 7 anni e 28mila euro di multa. 6 anni e 24mila euro per Lofti Ben Ohtman, tunisino di 37 (difeso dall’avvocato Giampaolo Remondi); 5 anni e 6mila euro per Driss Amara, tunisino di 36 (avvocati Alberto Bova e Alessandro D’Agostino); 4 anni e 4 mesi e 20mila euro per Brahim Ben Boubaker Lasham, tunisino di 33 anni (avvocato Davide Bertasi); 4 anni e 20mila euro per Lubna Zitouni, algerina di 24 anni (Simone Billotta del foro di Bologna); 1 anno e 4 mesi e 6mila euro per una coppia con posizioni più defilate: Roman Kaplansky (avvocato Saverio Stano) e Gessica Bullo (avvocato Paolo Picci). Per questi ultimi la pena è stata sospesa.

Sono alcuni dei numeri del maxi processo iniziato ieri a Ferrara davanti al gip Monica Bighetti e che vede alla sbarra quelli che secondo le indagini condotte dalla guardia di finanza sono stati i protagonisti di un vasto giro di eroina in città.

L’operazione passò alla cronaca locale con il nome di “Piazza pulita” (vai all’articolo). Le fiamme gialle estensi scoprirono una vera e propria organizzazione dello spaccio di eroina. Lo scorso marzo finirono in manette 49 persone, di cui 26 in flagranza di reato. Le indagini erano partite nel maggio 2009 e portarono alla luce un giro che coinvolgeva uomini maghrebini, di cui molti irregolari, e ragazze italiane. Al suo vertice c’era Ouerghemmi Abdelkader, detto “Gadour”, tunisino di 37 anni (condannato a 4 anni e 2 mesi in patteggiamento).

Questi, secondo gli inquirenti, dirigeva l’organizzazione rimanendo nell’ombra, attraverso un meccanismo di cooptazione violenta, che prevedeva spedizioni punitive anche verso le famiglie dei pusher che non rispettavano le condizioni imposte dai due.

I pusher, una volta reclutati, venivano dotati di cellulare con una rubrica che raccoglieva i numeri di telefono dei tossicodipendenti. I clienti abituali erano in larga parte ragazzi di 18-20 anni, ma molti erano giovanissimi, di 14 e 15 anni, che quotidianamente contattavano gli spacciatori attraverso conversazioni criptate per acquistare una dose di eroina da 20 euro.

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