Argenta
25 Febbraio 2011
L’uomo morì in ospedale nel 2008. Formula piena per il medico Rita Salmi

Un’assoluzione per la morte di Zambardi

di Marco Zavagli | 2 min

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Sentiti durante la mattinata di ieri (lunedì 15 giugno) i primi testimoni del processo per la tragica fine di Emily Vegliante, la carabiniera di 22 anni di Solopaca che era in servizio a San Giovanni in Persiceto, morta l'11 maggio 2023 in un violento incidente stradale lungo la Strada Provinciale 66, nelle vicinanze dell'incrocio tra via Modena e via di Renazzo, nel territorio comunale di Cento

Argenta. Assolta con formula piena. Si conclude nel migliore dei modi la vicenda giudiziaria che aveva portato un medico, Rita Salmi, a dover rispondere di omicidio colposo per qualcosa di cui non era responsabile. “Perché il fatto non sussiste”, questa la sentenza emessa dal giudice Rizzieri al termine del secondo filone aperto dalla procura sulla morte di Franco Zambardi.

Era la notte tra il 17 e il 18 marzo 2008 quando l’uomo spirò in un reparto dell’ospedale di Argenta.

Tutto era iniziato con un malore, un’occlusione intestinale poi l’ambulanza e il ricovero. L’uomo venne sottoposto a una radiografia e i medici decisero di ricoverarlo e tenerlo in osservazione. “Lui sudava freddo, era sofferente, mi raccomandai con il personale di avvisarmi in caso di necessità”, aveva riferito in aula la moglie (costituita parte civile tramite gli avvocati Riccardo Caniato e Laura Caldarelli e che ieri hanno revocato la costituzione). Al mattino tornò per trovare il marito. Era ancora sul lettino, lo scosse ma non si muoveva. Era morto per una perforazione intestinale. Senza che nessuno se ne accorgesse.

Per quel fatto venne condannato in patteggiamento un medico, il dottor Luigi Di Marco. Ora invece si registra l’assoluzione per Rita Salmi. Già nel corso della passata udienza tutti i testimoni sentiti furono concordi nel dire che l’imputata si era adoperata al meglio delle sue possibilità quella notte.

L’assoluzione era quindi già nell’aria, ma ciò non toglie la soddisfazione motivata che è tutta nelle parole dell’avvocato Alessandra Pisa: “è una sentenza che riconosce l’assenza di responsabilità della mia assistita nel decesso del signor Zambardi”. “Una morte – aggiunge il legale – che l’ha molto colpita ma della quale in tutta coscienza morale e professionale riteneva di non avere colpa”.

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