Udienza filtro quella di ieri mattina per il processo Mazzettopoli. A processo ci sono Ivan Passerini, 38 anni, geometra del Comune di Ferrara, difeso dall’avvocato Massimo Bissi, e Marco Gulinelli, 50 anni, geometra libero professionista, assistito dall’avvocato Francesco Costantino.
Al primo vengono contestati diversi capi di imputazione per concussione per aver intascato mini-tangenti per ogni pratica edilizia che seguiva. Il secondo è accusato di corruzione per aver – secondo l’accusa – consegnato i 750 euro a Raffaele Turatti (altro geometra del Comune condannato a 2 anni e 8 mesi) per ottenere il parere tecnico positivo per un suo progetto.
Si tratta della maxi inchiesta condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Ferrara, coordinati dalla pm Patrizia Castaldini, che portò a galla, nell’agosto del 2007 un giro di “mazzette” per agevolare pratiche edilizie.
Tutto ebbe inizio quando Gianni Gardenghi, funzionario del settore edilizia del Comune di Ferrara, venne arrestato in flagranza dall’Arma per essersi intascato 2000 euro, tranche di un versamento più cospicuo fattosi promettere da un imprenditore. Nell’abitazione di Gardenghi i carabinieri trovarono poi circa 44mila euro nascosti nell’incavo di un muro.
Per quei fatti Gardenghi venne condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione. Da quell’episodio gli inquirenti risalirono agli altri nomi.
Ieri il giudice collegiale (Caruso, Attinà e Rizzieri) ha ammesso tutte le prove richieste dalle parti e la lista di oltre 100 testimoni richiesti dalla difesa.
L’altra parte in causa è il Comune di Ferrara, l’unica parte offesa a costituirsi parte civile. Un dettaglio che fa riflettere l’avvocato Bissi, che fa notare come “secondo l’accusa le parti lese dovrebbero essere circa un ventina; eppure nessuna di loro ha scelto di far valere i propri diritti in tribunale”.
L’udienza è stata rinviata al 29 novembre, quando verrà incaricato dal tribunale un perito, Giovanne Vitale, per la trascrizione delle intercettazioni.
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