Cronaca
24 Settembre 2010
Una giornata con le “donne coraggio” per ricordare Federico

Aldro, cinque anni dopo

di Marco Zavagli | 3 min

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“Il tempo non aiuta, anzi”. Quello che prova oggi è lo stesso sentimento di angoscia che attanaglia lo stomaco. Oggi come allora. Nel 2010 come quel 25 settembre di cinque anni fa. Quando morì suo figlio. Patrizia Moretti si appresta a vivere domani una giornata che sta calamitando l’attenzione di tutta Italia. Come nel primo anniversario della morte di Federico, quando Ferrara fu invasa da ottomila persone che marciarono per chiedere verità e giustizia.

Domani potrebbe essere ricordata come la data di nascita di una nuova associazione, quella delle “donne coraggio”. Lei, insieme ad altre madri e sorelle che hanno patito lutti simili, daranno vita a “Uniti per la vita”, le cui intenzioni verranno illustrate nel corso di un apposito convegno al cinema Boldini.

“Noi siamo anche “fortunati” – spiega Patrizia -, perché dopo tanto tempo siamo riusciti ad ottenere una sentenza che ci ha restituito verità e giustizia. Ma sono tanti i casi ancora nel limbo. Io, Ilaria Cucchi e Lucia Uva ci conosciamo attraverso l’avvocato che segue tutte e tre (Fabio Anselmo, ndr). Da qui vogliamo partire per fare in modo che il nome dei nostri cari non scompaia”.

Patrizia ricorda una telefonata che le fece a suo tempo Heidi Giuliani. “Mi disse che era dispiaciuta di non essere riuscita a salvare mio figlio. È proprio questo che voglio: salvare i figli delle altre che verranno dopo di me. Voglio che non succeda mai più”.

La giornata di domani inizierà la mattina, alle 10, presso la sala Boldini, in via Previati 18, a Ferrara, con una tavola rotonda in cui i famigliari di alcune vittime delle forze dell’ordine discuteranno del futuro (“Non hanno ucciso il futuro” il titolo dell’incontro), di come muoversi collettivamente, di cosa fare. Partecipano Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, Haidi Giuliani, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Elia Bianzino, Giorgio Sandri. Coordina: Checchino Antonini, giornalista di “Liberazione”.

Il pomeriggio, alle 15.30, sarà dedicato invece all’arte ed alla comunicazione, con “Arte e comunicazione per Federico”, una iniziativa a più voci dove scrittori, musicisti, attori, giornalisti, poeti e pittori in erba (è il caso degli allora studenti dell’Istituto d’Arte ‘Dosso Dossi’ di Ferrara) parleranno delle loro opere dedicate ad “Aldro”. Le reciteranno, le mostreranno, le canteranno. Partecipano scrittori, attori, musicisti, disegnatori, registi, bloggers che hanno dedicato opere a Federico Aldrovandi. Coordina Dean Buletti, giornalista che ha seguito il caso per “Chi l’ha visto”.

Presso le Grotte del Boldini sarà allestita per tutta la giornata la mostra “Aldro, 5 anni dopo”.

La prima parte “Era un ragazzo che come me…” prevede interventi e performance dei ragazzi dell’Istituto d’arte “Dosso Dossi” di Ferrara, di Paolo Scaroni e Diego Piccinelli, ultras del Brescia , di Icoman  e del gruppo Estense Crew. La seconda, “Una verità, tante voci”, vedrà gli interventi di Dean Buletti, autore di un’inchiesta giornalistica su Federico; Stefano Tassinari, scrittore; Checchino Antonini, co-autore del graphic novel “Zona del silenzio”; Roberto Zanetti, autore e regista dell’atto unico per Federico “Paff il gatto”.

Seguiranno performance e letture di Francesca Boari, autrice di “Aldro”; Massimiliano Martines, attore e autore di “Anime dall’inferno”; Roberto Pazzi, scrittore; Giorgio Canali, musicista.

La sera, alle 20.30, verrà presentato in anteprima nazionale il film-documentario di  Filippo Vendemmiati (giornalista di Rai Tre), “E’ stato morto un ragazzo” (vai all’intervista sul blog di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/#*ven2*).

Infine alle 22.30 partirà da piazza Trento e Trieste la fiaccolata in ricordo di Federico che arriverà in via Ippodromo, il luogo dove è morto.

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