Ieri mattina Alessandro Bratti, deputato ferrarese del Pd, membro della Commissione bicamerale rifiuti (la cd “Ecomafie”), ha depositato un dossier sul caso Niagara, per chiedere l’apertura di un’inchiesta sul caso dei due carabinieri dei Noe di Bologna imputati di concussione e rivelazione di segreti d’ufficio.
Gli addebiti a carico del maresciallo Sergio Amatiello, del carabiniere Vito Tufariello e dell’imprenditore Marco Varsallona sono noti. L’inchiesta è stata avviata a seguito della denuncia del legale rappresentante della Niagara (azienda di Poggio Renatico che smaltisce rifiuti industriali speciali e pericolosi), Mauro Carretta: i fatti che saranno oggetto di dibattimento sarebbero partiti a seguito di un’ispezione del Noe presso la società – nel febbraio 2008 – e si sarebbero protratti fino a dicembre dello stesso anno.
Nel capo di imputazione si ipotizza che i due militari, in concorso con Varsallona (tra l’altro legati, secondo la procura, dall’idea di costituire tra loro una società di consulenza in materia ambientale), indussero Carretta – attraverso pressioni ed intimidazioni sui funzionari dell’azienda – a promettere loro una somma di denaro intorno ai 20 mila euro. Il versamento della tangente però non ci fu: Carretta fece un primo incontro con Varsellona (microfonato, d’accordo con il reparto investigativo dell’Arma di Ferrara), durante il quale pattuì la somma: secondo l’accusa però i due carabinieri mangiarono la foglia e il versamento saltò.
Oltre a questo capo di imputazione, per i militari pende anche l’accusa di rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, relativamente alla fase della stesura della informativa finale sull’esito delle indagini sull’azienda: i due carabinieri avrebbero informato due dipendenti della Niagara, Fabiana Cosmar e Davide Gherardi, di intercettazioni a loro carico, promettendo indicazioni utili alla loro difesa.
Mentre si attende l’inizio del processo, atteso per il 1 ottobre, la commissione parlamentare inizierà i suoi lavori, “senza interferire con la magistratura”, come puntualizza Bratti.
Il deputato chiarisce infatti che “la commissione d’inchiesta si occupa di situazioni anomale collegate al traffico dei rifiuti. Così come per Area, anche per questa vicenda che interessa il territorio regionale ho per forza di cose un’attenzione più viva”.
Un “atto dovuto” secondo Bratti, che ha consegnato all’ufficio di presidenza della commissione un dossier che riporta i dati relativi all’inchiesta e le rassegne stampa dei giornali che hanno seguito il caso “per chiedere un approfondimento”.
“Nessun colpevolismo ma attenzione al territorio da cui provengo”, insiste il deputato, sottolineando che “io ho compiti politici, non giudiziari. La vicenda è delicata perché investe due carabinieri, ma non possiamo far finta di niente”.
Una decisione accolta con favore dall’avvocato dell’azienda Niagara, Fabio Anselmo, che si dice “felice che qualcun’altro condivida le valutazioni di estrema gravità che il quadro probatorio individua relativamente ai due militari”.
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