Il Tar ha respinto il ricorso di Hera relativo all’inceneritore di via Diana a Ferrara. L’azienda di servizi aveva chiesto di modificare l’Autorizzazione integrata ambientale con la quale la Provincia poneva la soglia di 130mila tonnellate di rifiuti l’anno da smaltire (Hera chiedeva di alzare il limite a 142mila tonnellate), di cui 30mila riguardanti rifiuti speciali.
Rimangono quindi le indicazioni di soglia di 130mila tonnellate di rifiuti l’anno da smaltire (Hera chiedeva di alzare il limite a 142mila tonnellate), di cui 30mila riguardanti rifiuti speciali.
Rimane ancora da discutere il ricorso al Consiglio di Stato con il quale Wwf e Medicina democratica chiedevano di rendere illegittima l’Aia perché consentiva di emettere inquinanti in quantità maggiore rispetto alla situazione ante operam (linea L1, prima della triplicazione dell’inceneritore) e si chiedeva di ridurre il limite di 130mila tonnellate l’anno.
“Esprimiamo soddisfazione per la sentenza – è il coro di Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, e Valentino Tavolazzi, consigliere comunale di Progetto per Ferrara-Movimento 5 Stelle – che conferma le tesi di Progetto per Ferrara e Movimento 5 Stelle riguardo al limite massimo di rifiuti da bruciare in un anno nell’inceneritore di Cassana. La sentenza indirettamente risponde anche al ricorso presentato da Progetto per Ferrara-Movimento 5 Stelle contro i limiti concessi dall’Aia rilasciata dalla Provincia di Ferrara nel 2007 e nel 2008. In tale ricorso abbiamo impugnato anche le emissioni autorizzate dalla Provincia di Ferrara in quanto troppo elevate ed attendiamo dal Consiglio di Stato una sentenza in merito”.
“Come Progetto per Ferrara e Movimento 5 Stelle – aggiungono Favia e Tavolazzi – riconfermiamo inoltre la nostra tesi, supportata anche dalle dichiarazioni dell’onorevole Bratti (Pd), sull’inutilità degli inceneritori dal momento che oggi con la raccolta porta a porta e nuove tecnologie esistono alternative sia alla discarica che all’incenerimento”.
Il deputato del Pd (responsabile ambiente nazionale del Pd), infatti, nei giorni scorsi aveva affermato che “gli inceneritori sono una tecnologia superata dai tempi e che bisogna andare verso il recupero di materia adeguando l’impiantistica di conseguenza”. Una dichiarazione che Tavolazzi coglie al volo, rivendicando come la posizione del parlamentare sia quella che gli ambientalisti ferraresi predicano da anni.
“Che cosa aspettano il Comune di Ferrara e la Provincia – si chiede quindi Tavolazzi – ad imporre ad Hera la raccolta differenziata “porta a porta”? Che cosa aspetta la Provincia a rivedere al ribasso l’autorizzazione concessa ad Hera a bruciare 130 mila tonnellate di rifiuti urbani e speciali, scaricando i prodotti della combustione (centinaia di inquinanti velenosi) nell’aria, nel suolo e nelle falde acquifere? Da sette mesi giace in Consiglio comunale la nostra risoluzione, bocciata dal Pd e contenente tutte le proposte di Bratti e altre”.
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