Rimarranno sotto sequestro i brevetti Riusa. Il tribunale del Riesame ieri ha respinto l’istanza dell’avvocato Alberto Bova, legale di Gabriele Andrighetti, che aveva fatto istanza di dissequestro sulla base di precise memorie difensive. In sintesi Bova sostiene che i fatti contestati non costituirebbero reato e, in questa ipotesi, cadrebbero le ragioni stesse del provvedimento conservativo. Area inoltre operò secondo la trasformazione della normativa voluta dal decreto Bersani, che impediva a società pubbliche di svolgere attività commerciali.
I giudici Caruso, Marini e Attinà hanno invece ritenuto fondanti le risultanze del gup, secondo il quale gli indagati (l’ex direttore di Area Arrigo Bellinazzo per corruzione e peculato, l’ex ingegnere capo della Provincia Gabriele Andrighetti per concorso in corruzione e peculato e il geometra Andrea Fabretti per concorso in corruzione) si sarebbero impegnati a reperire risorse per la società Riusa e trarre da essa ingiusto profitto. I brevetti (intestati a vario titolo a Gabriele Andrighetti, Arrigio Bellinazzo, Luigi Astolfi e Andrea Prampolini), di conseguenza, secondo l’interpretazione dei giudici, costituirebbero in questa eventualità – da provare nel caso in dibattimento – il provento dei reati contestati e per questo motivo sequestrabili.
“Molto soddisfatto di questa decisione” si dice l’avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta nella vicenda gli interessi di Area: “è un passo avanti verso il riconoscimento che la titolarità di quei brevetti va riconosciuta ad Area”.
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