Argenta
17 Maggio 2010
Per l’opposizione ci sono “precise responsabilità” nella gestione del consorzio

Omniacom, anche Unife chiedeva trasparenza

di Marco Zavagli | 5 min

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Argenta. “Non si può continuare a pensare che tutto ad Argenta succeda per caso. Parliamo di soldi pubblici di rilevante entità che dall’Università andavano al Comune”. Non ci sta Gabriella Azzalli a far passare inosservata la questione del maxi deficit di 1,5 milioni di euro del consorzio Omniacom. E dopo aver annunciato un esposto, firmato da tutti e sette i consiglieri di opposizione, diretto a Corte dei Conti e procura per far chiarezza sui conti del consorzio, chiede ai protagonisti di questa vicenda di chiarire pubblicamente cosa sia avvenuto.

Tutto inizia nel settembre 2001, quando il consiglio comunale approva la delibera di adesione al Consorzio Omniacom, con lo scopo di “avviare future attività di promozione dell’insegnamento a distanza”.

Nel 2005 l’accordo di programma siglato fra l’Università di Ferrara e il Comune di Argenta attribuisce in via principale al Comune il compito di erogare i servizi per i corsi a distanza (tutor, personale di segreteria, materiali didattici, ecc.) e lo riconosce come “unico responsabile nella scelta di soggetti terzi a cui saranno affidate le prestazioni”. Cosa che avverrà tramite la forma della coprogettazione.

Con il medesimo accordo, si istituisce una Commissione di indirizzo e di coordinamento, composta dal rettore, dal sindaco e da altri rappresentanti dell’università e del Comune, con il compito di verificare “l’andamento economico delle iniziative didattiche sviluppate”, nonché di offrire “parere preventivo di fattibilità strutturale ed economica per lo sviluppo di nuove iniziative”.

Dal 2005 Omniacom diventa, per così dire, “plenipotenziario”: con delibera di giunta il consorzio prenda direttamente in carico circa 30 dipendenti dal Carid, esercitando autonome politiche del personale e programmando per l’anno 2006 attività in grado, “di assorbire tutti i costi nel corso del primo anno di attività”. La stessa delibera istituiva una non meglio specificata “cabina di regia” composta da rappresentanti del Comune, di Omniacom e del Carid.

Nel giugno 2006 viene costituita l’Istituzione per i servizi socio-culturali ed universitari del Comune di Argenta, che subentra al Comune sia nell’Accordo di programma sia nella Convenzione stipulata con Omniacom, “con l’effetto – si legge nell’esposto – di sottrarre al consiglio la possibilità di controllarne l’attività ed i bilanci”. Attraverso questa Istituzione ad Omniacom sarebbero arrivati i soldi dell’ateneo per i corsi a distanza, in proporzione al numero di iscritti.

Già in quei tempi sindaco e giunta erano stati invitati a fornire informazioni sulle attività svolte dal consorzio e sullo stato del suo bilancio con interrogazioni il 28 novembre 2007 e il 28 settembre 2009. Ma del “buco” il consiglio comunale verrà a conoscenza solo il 21 aprile 2009, in seguito a una specifica richiesta del consigliere del Pdl Paolo Bolognesi. La cifra precisa – 1,5 milioni di euro – verrà resa nota da Fiorentini a ottobre.

“Eppure – sottolinea l’esposto – di tale decifit non c’è traccia nelle relazioni annuali sul Bilancio e lo stesso sindaco non ha chiarito come si fosse generato il passivo, né quanti e quali fossero i soci che componevano il consorzio, né è stato in grado di riferire il contenuto del progetto di risanamento”.

A questo punto, siamo in novembre, Pdl e Argenta Rinnovamento hanno chiesto la costituzione di una Commissione consiliare speciale d’inchiesta con il compito di indagare sull’attività svolta da Omniacom, richiesta però bocciata dalla maggioranza. Le opposizione reagiscono con una richiesta di accesso agli atti e anche qui i consiglieri si trovano di fronte a nuove sorprese: “dalla lettura dei verbali della Commissione di indirizzo e di coordinamento emergeva chiaramente un quadro di rapporti conflittuali fra i vari soggetti, con puntuali e ripetuti inviti, rivolti dai rappresentanti dell’Università al Consorzio Omniacom, ad una maggiore trasparenza nella gestione dei servizi universitari”.

Precise contestazioni sono state mosse sulla determinazione di una soprattassa di 350 euro l’anno, sull’esito di un questionario diffuso fra gli studenti senza che ne fosse preventivamente concordato il contenuto, addirittura sul numero preciso di studenti iscritti.

Non finisce qui. “Risulta che ad una richiesta di rimborso – raccontano i consiglieri -, comprensiva di spese legali, avanzata da due studenti e determinata da precise inadempienze di Omniacom, ha finito per fare fronte il Comune di Argenta, per un ammontare di 2.348 euro. Desta infine particolare stupore la scoperta, da parte dell’Università, di ben 299 studenti che accedono ai materiali didattici, pur non risultando in regola con il pagamento delle tasse”.

Eppure, in consiglio l’allora sindaco Giorgio Bellini, nel 2007, descriveva “una situazione sostanzialmente rassicurante, forniva un elenco dei soci privo di riscontro documentale e definiva “positivo” l’esito di una indagine sulla qualità dei servizi che l’Università aveva contestato apertamente”.

Dai verbali dell’Assemblea dei Soci si nota un turn-over continuo di soci e di loro rappresentanti, una situazione di difficoltà economiche alle quali si pretende di far fronte rinviando l’approvazione del bilancio o modificando la forma societaria. Intanto si registrano le dimissioni dell’amministratore delegato e, al momento della emersione del debito, anche del presidente Andrea Ricci, che vengono tuttavia respinte.

Altri problemi gravano sul momento di insediamento del Collegio Sindacale e sulla chiarezza dei verbali. A infittire la rete di sospetti sulla vicenda contribuisce il verbale del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Argenta, datato 16.11.2009, che “segnala la necessità di verificare le ipotesi di responsabilità in capo ai soci usciti dal consorzio”. Successivamente, il verbale del 22.03.2010 riporta: “apprese le motivazioni che hanno determinato al momento la non trasmissione alla Procura della Corte dei Conti di una circostanziata denuncia per danno erariale, il Collegio chiederà un incontro con il presidente del collegio sindacale del consorzio stesso al fine di acquisire i maggiori dettagli possibili sulla gestione 2009”.

Si registra poi l’uscita di soci dal consorzio, “senza che a ciò sia conseguita alcuna iniziativa, da parte del Comune di Argenta e degli altri consorziati, finalizzata a recuperare la loro quota debitoria”.

Si arriva ai giorni nostri. Il 12 aprile 2010 il sindaco Antonio Fiorentini “non fa più alcun cenno all’audizione del presidente e del consiglio di amministrazione, né ad una propria relazione da inoltrare alla Procura della Corte dei Conti, impegni che pure aveva assunto su di sé, nei consigli precedenti”.

Nel corso del consiglio comunale del 26 aprile, durante la discussione sul Rendiconto del Bilancio 2009, Fiorentini comunica di avere conferito incarico ad un legale, per verificare ipotesi di danno erariale da segnalare agli organi competenti.

Da tutto questo emergerebbero, secondo l’opposizione, “precise responsabilità, quanto meno di omesso controllo”.

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