Cronaca
11 Novembre 2010
L’inchiesta è una sola, ma il nuovo filone parla di tentata truffa in concorso. Oggi accertamenti tecnici in loco

Ospedale di Cona, la procura entra nel cantiere

di Marco Zavagli | 3 min

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Carotaggi all’interno del cantiere per verificare i materiali usati. È l’ultimo in ordine di tempo degli atti disposti dalla procura di Ferrara in merito all’indagine aperta sui lavori dell’ospedale di Cona e che ha visto aggiungersi alla lista degli indagati altri nomi.

Dai primi riscontri si evince infatti che le perquisizioni dei giorni scorsi nelle abitazioni e nelle aziende di nove imprenditori (concessionari, fornitori e subappaltatori, tutti esterni alla provincia di Ferrara) derivano dallo stesso fascicolo – il 2958/08 – aperto in via Mentessi (che vede già indagate nove persone a vario titolo per associazione a delinquere e turbativa d’asta).

Per quanto riguarda questo nuovo filone investigativo, la pm titolare dell’indagine Patrizia Castaldini (insieme al procuratore capo Rosario Minna) ha incaricato un consulente tecnico, l’ingegner Vincenzo Marinelli, di effettuare per questa mattina dei “carotaggi con successivi ripristini” dello stato dei luoghi per verificare la qualità della messa in opera dei materiali (secondo la magistratura non conformi rispetto a quanto previsto nel capitolato per la costruzione dell’ospedale).

Si tratta di un accertamento tecnico che nelle intenzioni degli inquirenti servirebbe a confermare l’ipotesi di tentata truffa in concorso ai danni dell’azienda ospedaliero universitaria Sant’Anna che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe stata messa in opera da nove imprenditori, commettendo “gravi errori” in fase di esecuzione di una serie di varianti che hanno comportato la modifica del progetto originario e che avrebbero procurato “un ingiusto profitto” e rallentato i successivi lavori di ripristino e adeguamento da parte dell’azienda Sant’Anna.

I nomi, iscritti appunto nel registro degli indagati, sono quelli di Ruben Saetti, 58 anni modenese, presidente di Progeste, la società concessionaria dell’appalto di Cona; Gisberto Bonfatti, 60 anni di Camposanto (Mo), presidente del Consorzio Cona che ha ottenuto l’affidamento dei lavori; Guglielmo Malvezzi, 49 anni di Modena, capo commessa dei lavori; Lorenzo Venturelli, 33 anni, di Modena, direttore di cantiere per Consorzio Cona; Giacomo Calzolari, 63 anni bolognese, presidente del Consorzio Montebello; Carlo Zini, 65 anni, modenese, legale rappresentante della società cooperativa Cmb di Carpi; Silvio Picca, 58 anni, di Moncalieri (To), legale rappresentante della Unical spa; Mario Carano, 54 anni, di Isernia, dirigente di Geco spa e Umberto Locatelli, 52 anni, di Lecco, della Vela Prefabbricati (che nel 2006, quando si chiamava Albi, fornì materiali all’impresa che stava costruendo l’ospedale).

Proprio quest’ultimo lunedì scorso, mentre era in viaggio verso Brescia dove ha sede la sua azienda, si è visto chiamare al telefono. Erano i carabinieri che gli chiedevano di tornare a casa e aprirgli la porta di casa per una perquisizione. Era solo l’inizio di una lunga giornata che lo ha visto accompagnare la polizia giudiziaria anche presso l’abitazione di sua moglie a Milano e poi di nuovo a Brescia, nella sua azienda.

“Un fulmine a ciel sereno – spiega il suo legale, l’avvocato Alberto Scapaticci del foro di Brescia -; per Cona la ditta ha fatto quello che ha normalmente fa con centinaia di cantieri in tutta Italia. Probabilmente queste perquisizioni fanno parte di una lunga catena di verifiche che la procura sta facendo, prova ne è la lunga lista di indagati”. L’avvocato Scapaticci si dice comunque “tranquillo a proposito della nostra posizione, dal momento che abbiamo eseguito i lavori come da capitolato, e aspettiamo di difenderci eventualmente nelle sedi opportune”.

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