Cronaca
1 Dicembre 2009
Le parti civili: “C’erano elementi per il rinvio a giudizio di Legacoop”

Coopcostruttori, le reazioni

di Marco Zavagli | 2 min

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00017045-originalLa vera sorpresa per tutti, nell’aula B del tribunale di Ferrara, al termine della decisione del gup, è l’uscita dei vertici di Legacoop dal processo. Per il giudice Egidio Checcoli, Franco Buzzi e Fabio Carpanelli non sono responsabili di concorso in bancarotta perché non avrebbero commesso il fatto.

Una sentenza che non va giù ai legali di numerose parti civili rappresentante in giudizio da Claudio Maruzzi, Carmelo Marcello, Gabriella Azzalli. “Aspetteremo le motivazioni della sentenza (che verranno depositate tra 60 giorni, ndr) – mette le mani avanti Maruzzi -, dopodiché valuteremo come procedere”. I penalisti non nascondono il rammarico per il proscioglimento, “perché a nostro giudizio c’erano elementi per il rinvio a giudizio anche dei vertici di Legacoop e degli altri membri del cda. Le nostre iniziative risarcitorie rimangono comunque valide nei confronti degli imputati rinviati a giudizio”.

“Speriamo – aggiunge Maruzzi – che non ci siano intralci politici nella vicenda: non vorrei che tra processo breve e proposta di riforma dei reati fallimentari si verifichi un combinato disposto che faccia cadere nel vuoto questo processo”.

Rammarico, anche se per motivi diversi, viene espresso anche da Gianluigi Pieraccini, l’avvocato di Giorgio Dal Pozzo: “c’è insoddisfazione per questa decisione; spero ora nel dibattimento per poter dimostrare l’innocenza del mio assistito”.

Di tutt’altro tenore il commento di Eugenio Gallerani, difensore di alcuni membri del cda, che si dice “pienamente soddisfatto, siamo sempre stati convinti che la nostra linea difensiva fosse giusta e il giudice ci ha dato ragione”.

Sorride anche Giampaolo Remondi, che all’ultimo ha visto il proscioglimento di Paolo Pancaldi (l’unico consigliere senza delega per il quale il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio): “è stata accolta la nostra tesi sostenuta fin dall’inizio, quella di aver agito sempre in buona fede”.

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