Da giardino a parcheggio, il Comune diffida la ditta
Da giardino verde all'interno di un complesso residenziale che si affaccia su via Fiume, corso Isonzo, via Cassoli e corso Piave, ha rischiato di diventare un parcheggio
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Cristina Coletti dribbla le accuse di insicurezza e degrado e lancia una rete di collaborazione con i cittadini. Si chiama "Comunità Attiva" il nuovo progetto del Comune di Ferrara dedicato alla sicurezza partecipata e alla vivibilità del territorio
Pauroso incidente stradale attorno alle 18.20 in via Poggio Renatico, nel tratto compreso tra la Torre dell'Uccellino e la rotonda. Per cause ancora in corso di accertamento, due auto e un camion sono rimasti coinvolti in un violento scontro
È arrivata poco prima delle 4 di notte di giovedì 10 settembre la chiamata alla Polizia per una donna che avrebbe subito violenze da parte del compagno. Gli agenti, intervenuti a Ferrara, hanno arrestato l'uomo
Il fondatore replica allo stop di Palazzo municipale e chiarisce il contenzioso da 5mila euro
È rimasto dietro le sbarre per un anno e tre mesi. Nel frattempo ha perso il lavoro e non ha potuto mantenere la sua famiglia rimasta in Tunisia, moglie e quattro figli. È uscito questo pomeriggio dall’Arginone solo dopo che il tribunale lo ha assolto dall’accusa di violenza sessuale.
Per il giudice non c’erano prove sufficienti per provare che Houssine Kalboussi, tunisino di 55 anni, regolare in Italia, la sera del 31 luglio 2008 avesse stuprato la parte offesa. La donna che lo aveva accusato, che non si era costituita parte civile, è una signora romena di 41 anni, da anni in Italia. Secondo l’accusa lei quel giorno era andata nella parrocchia di Pontelagoscuro per farsi consegnare generi alimentari di prima necessità, come quasi tutti i giorni era solita fare.
Kalboussi, ospite della struttura, si era offerto di aiutarla e di portarle la spesa fino a casa. Erano saliti insieme e, una volta all’interno dell’abitazione, lui avrebbe abusato di lei.
Un’accusa sufficiente per arrestare prima e trattenere poi l’uomo in una cella per esigenze cautelari. Accusa però smontata durante il processo dal suo difensore, l’avvocato Irene Costantino, che ha fatto presente durante la discussione “la contraddittorietà di molti elementi e le testimonianze favorevoli all’imputato sentite in udienza”.
Ora lui può tornare in libertà, ma dovrà ricostruirsi una vita. Cercare un lavoro e pensare alla moglie e ai figli lontani.
Intanto il suo nome è finito su tutti i giornali locali e questo di certo non lo aiuterà a ricominciare. Non è detto che non provi a chiedere un risarcimento per ingiusta detenzione, “ma prima – frena l’avvocato Costantino – aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza, che verranno depositate tra 60 giorni”.
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