
Daniele Civolani
“L’autodeterminazione è uno dei diritti fondamentali della persona”. È questa la base ideale ed etica invocata da Sinistra Aperta per chiedere al Comune di istituire un registro dei testamenti biologici. Una formula, non nuova, adottata già da altre municipalità italiane, che Daniele Civolani, unico rappresentante in consiglio comunale di Sinistra Aperta, propone all’amministrazione estense forte del contributo portato avanti in questi mesi dal gruppo di lavoro interno a Sa sui diritti individuali.
“La nostra commissione Diritti – spiega Civolani – ha raccolto contributi di laici e cattolici, oltre ai vari profili normativi nazionali ed europei delle diverse modalità in cui gli altri Stati disciplinano la materia, per porre le basi della richiesta che insieme all’associazione Luca Coscioni e ai radicali (che a Ferrara hanno già raccolto oltre 500 firme per chiedere l’attuazione di questa istanza) facciamo al Comune: la istituzione di un registro dei testamenti biologici così come già attuato in diverse città d’Italia”.
Una specie di risposta in chiave locale al testo all’esame del parlamento, “del quale non possiamo che dirci profondamente critici”, storce il naso Civolani, che invita la cittadinanza a partecipare venerdì prossimo a “Il testamento biologico e la tutela dell’amministrazione comunale”.
Questo il titolo di un incontro pubblico che si terrà il 27 novembre alle 20.30 presso la sala S. Francesco di Via Terranuova a Ferrara.
L’incontro è stato organizzato dal Gruppo consiliare Comunale Sinistra aperta in collaborazione con l’associazione Luca Coscioni. “Cosa si può e non si può fare sui nostri corpi è una decisione che spetta unicamente alle singole persone – ribadisce il consigliere -. L’incontro intende ribadire che tale diritto debba essere garantito”.
“Di chi è la mia vita?” è la domanda che aprirà l’incontro, che vedrà come ospite Mario Riccio, il medico di Welby, della Consulta di Bioetica di Milano, invitato a parlare di “Accanimento terapeutico, morte naturale, eutanasia passiva: oggi hanno ancora significato questi termini nel dibattito bioetico?”. Seguirà l’intervento di Paolo Veronesi, associato di Diritto costituzionale, Facoltà di Giurisprudenza di Ferrara su “Mors mea, vita mea. Esiste il diritto a rifiutare i trattamenti salvavita?”. Sandro Medici, presidente del X Municipio di Roma (dove è stato creato un registro del testamento biologico, parlerà di “Uno sportello da 26 centesimi: il testamento biologico come servizio sociale. Un’esperienza di gestione del registro dei testamenti biologici”.
Interverrà anche Massimo Maisto, vicesindaco del Comune di Ferrara. Coordina l’incontro Paola Castagnotto di Sinistra Aperta.
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