mer 11 Gen 2017 - 11968 visite
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Duplice omicidio di Pontelangorino, cosa è successo in quella casa

Il procuratore capo Cherchi parla di "accordo per uccidere". I due giovani hanno tentato di portare via i corpi ma poi hanno cambiato idea

Il comandante dei carabinieri Desideri e il procuratore capo Cherchi

Il comandante dei carabinieri Desideri e il procuratore capo Cherchi

“C’è stato un accordo per uccidere con l’uso di un’ascia”. Il procuratore capo Bruno Cherchi racconta così le ultime risultanze investigative sul duplice omicidio di Pontelangorino in cui Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni hanno perso la vita per mano del figlio 16enne Riccardo Vincelli e di un giovane amico di 17 anni.

Il caso ora è in mano alla procura minorile di Bologna, ma la prima fase delle indagini è stata compiuta dai carabinieri, coordinati dal pm della procura ordinaria di Ferrara, Giuseppe Tittaferrante, che sono  rimasti tutta la notta ad ascoltare il racconto dei due ragazzi, finché non sono crollati e hanno confessato l’efferato omicidio. È stato disposto anche un accertamento tecnico sulla villa per assicurare le prove.

Secondo Cherchi le condizioni economiche della famiglia al momento non fanno desumere che vi sia stato un movente di tipo economico, rimane l’ipotesi dei dissidi familiari sui quali ora proseguono le indagini.

La morte dei due coniugi, riporta ancora il procuratore capo, “è avvenuta tra le 3 e le 5 di notte”, subito dopo essere stati colpiti con l’ascia, “sono stati coperti con del cellophane e c’è stato un tentativo di spostare uno dei due corpi”.

“È emerso che entrambi hanno aggredito in piena notte – conferma il comandante dei carabinieri di Ferrara, Andrea Desideri -, in un arco temporale che ci ha confermato il medico legale tra le 3 e le 5, nella fase più delicata del sonno, quella Rem. In quel momento si è scatenata una furia nel colpire ripetutamente i corpi che sono rimasti esanimi al suolo. In seguito è iniziato l’incappucciamento con l’uso di plastica e successivamente è stato nastrato il viso delle persone per evitare la perdita di sostanza ematica all’interno dell’appartamento”.

Desideri specifica che c’è stato “il tentativo di portare i corpi fuori, in macchina, ma tutto questo non è accaduto: qualcosa non deve essere andata bene e hanno cambiato modus operandi. Questo ci ha consentito di ricostruire tutti i loro spostamenti e fare una disamina delle ultime 48 ore, poi sono arrivati tutta una serie di accertamenti”. La donna è stata colpita sei volte, mentre sul marito sono stati inferti tre colpi.

L’ascia usata per compiere il duplice omidicio è stata ritrovata questa mattina (mercoledì 11 gennaio)  anche sulla scorta delle indicazioni fornite dai due giovani.

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