di Marcello Celeghini
È stata approvata dalla riunione congiunta di ieri pomeriggio delle commissioni consiliari 1 e 2 la Previsione di Bilancio del 2015 dell’Istituzione Scuola del Comune di Ferrara. Il documento ora passerà al vaglio del Consiglio nella seduta di martedì 9 dicembre, ma a tenere banco è la esternalizzazione di alcuni nidi e materne comunali, operazione che vede la contrarietà di genitori dei bambini degli istituti coinvolti e dei sindacati.
I piani di esternalizzazione, che prevedono una gestione degli istituti d’infanzia, per quanto riguarda la didattica e il personale, affidata a cooperative esterne, sono un fenomeno già presente a Ferrara dal 2012 negli asili di Pontelagoscuro, Boara e del Salice. Ora il Comune sta valutando se applicare la stessa formula, a partire da settembre 2015, anche al nido e materna “Pacinotti” e alla materna “Jovine”, istituti selezionati in itinere quando ormai i genitori avevano già scelto l’opzione per i propri figli inconsapevoli di quanto avrebbe deciso senza nemmeno consultarli la giunta Tagliani. Al Comune l’operazione consentirebbe un risparmio annuo di circa 200mila euro. A questi si aggiungeranno poi gli altri 200mila euro di risparmio derivanti dalla chiusura delle tre sezioni della materna ‘G. Rossa’. “La gestione indiretta delle due scuole – spiega il direttore dell’Istituzione Scuola Mauro Vecchi – consente di recuperare risorse che metteremo immediatamente a disposizione della manutenzione ordinaria delle strutture scolastiche. Una struttura esternalizzata, pur facendoci risparmiare, ha dei costi obbligatori per l’amministrazione per gli appalti e per tutto ciò che concerne la cura dell’edificio. Gli asili di Ponte e Boara già ora ci consentono un risparmio annuo di 100mila euro a testa”.
Ma i genitori dei bambini “Fuori dal Comune” (questo il nome del Comitato contro le esternalizzazioni) contestano il fatto che, le cooperative che eventualmente dovessero subentrare nella gestione delle scuole, non potrebbero garantire insegnanti con un bagaglio di esperienze pari a quello degli attuali insegnanti dei loro figli. “Il personale delle cooperative – interviene Donatella Mauro, direttrice pedagogica dell’Istituzione Scuola- fa molte più ore di formazione (200 ore) rispetto a quelle che fanno gli insegnanti alle dipendenze del Comune (180 ore)”. Insegnanti che però – questo non è stato detto – escono da anni di esperienza nel settore.
A questo si aggiunge il fatto che il risparmio paventato sarà sugli stipendi. Sono gli stessi dirigenti dell’Istituzione Scuola infatti a confermare che “per le diverse tipologie contrattuali, ogni insegnante prenderà 300 euro in meno ogni mese”. La decisione ormai presa sulla testa dei diretti interessati non arretra nemmeno quando un consigliere del M5S avanza timidamente l’ipotesi di affiancamento nella stessa sezione di insegnanti del Comune con insegnanti delle cooperative. “E’ quasi impossibile” è stata la risposta laconica della Mauro.
Altro problema affrontato durante la seduta è stato quello delle rette scolastiche non riscosse. Ammonta infatti a ben 650mila euro la somma delle rette non riscosse nel periodo 2009-2011 che l’Amministrazione sta cercando di riscuotere attraverso solleciti agli inadempienti. A questi vanno aggiunti altri 120mila euro di mancata riscossione nell’anno scolastico 2012-2013. Il Comune conta di rientrare in possesso delle somme non appena da Roma daranno l’assenso a procedere con ulteriori solleciti.
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