Economia e Lavoro
5 Settembre 2014
L'ira dei sindacati: "Ministero e segreterie nazionali non accettino la richiesta"

Cona, la Serenissima chiede la cassa integrazione

di Redazione | 3 min

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cona-stanzoneLa Serenissima Ristorazione ha chiesto al ministero la l’attivazione della Cassa integrazione guadagni in deroga per il proprio personale impiegato all’Ospedale di Cona scatenando le ire delle organizzazioni sindacali ferraresi.

Una richiesta, quella della società che gestisce le mense nelle strutture ospedaliere, che ha lasciato di stucco i sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil di Ferrara tenuti all’oscuro di tutto. Immediata così la mobilitazione tramite una lettera alle proprie segreterie nazionali al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali affinché si impegnino a non accettare la richiesta avanzata da Serenissima.

“Non ci risulta – scrivono i segretari Corazzari, Paganini e Zattoni in una nota congiunta – che ci siano stati cali di pasti nell’Ospedale di Ferrara (termine peraltro generico in quanto a Ferrara esistono ben tre strutture nelle quali si somministrano pasti: ammalati/ricoverati, dipendenti delle strutture ospedaliere, e clienti vari, studenti dei corsi, ospedali come il Sant’Anna, Cona e il Pellegrino)”. Inoltre, sottolineano con forza ancora i sindacati, “è da diversi mesi è in corso una trattativa che riguarda proprio l’orario di lavoro, non perché mancano ore, ma esattamente per l’opposto, cioè su come distribuire ore in supero (supplementare/straordinario) che l’azienda vorrebbe pagare non rispettando il Ccnl”. “Nel corso degli ultimi mesi – scrivono ancora Filcams, Fisascat e Uiltucs – l’azienda ha proceduto ad assumere personale di tutti i tipi: apprendisti e tirocinanti con il preciso e dichiarato scopo di non distribuire più le ore in supero al personale a part/time ( part/time di 4,30 ore al giorno). Visto la particolare situazione che ha permesso a Serenissima di acquisire l’appalto delle strutture ospedaliere di Ferrara (e che ha permesso a Serenissima di prendere il personale dalle liste di mobilità, con notevoli risparmi contributivi) nella trattativa con l’azienda abbiamo coinvolto anche la Provincia (l’allora assessore Caterina Ferri, ndr) ed il sindaco di Ferrara che si sono sempre resi disponibili per un percorso teso ad avvicinare le parti , percorso impossibile vista l’intransigenza dell’azienda”.

Secondo quanto riportano i sindacati la situazione al rientro dalle ferie è la seguente: “Le segreterie territoriali in accordo con le Rsa hanno inviato una lettera di richiesta di incontro, ed una richiesta di dati relativi alle ore svolte in supero dell’orario normale”. Gli ultimi dati forniti dall’azienda a luglio 2013 segnalavano circa 8000 ore oltre il normale orario di lavoro da gennaio 2013 a luglio 2013 che, secondo le proiezioni dei sindacati arriveno a 11.500/12.000 a dicembre 2013). “Riteniamo che i fatti si commentino da soli – affermano ancora i sindacati estensi – la richiesta di Serenissima di inserire senza nemmeno avere un confronto a livello locale, stante anche la certificazione delle buone prassi sindacali, il sito\mensa Ferrara fra le richieste di cassa integrazione in derga, oltre a non avere nessuna giustificazione oggettiva, ha lo scopo di escludere il sindacato territoriale da qualsiasi tipo di confronto. La firma della richiesta della cig in dergoa del 28 agosto presentata da Serenissima senza aver fornito alcun dato oggettivo nel merito – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs – ha la parvenza di indebolire il rapporto fra i lavoratori ed il sindacato”.

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