“Caro Stato non ti mantengo più”

Un'imprenditrice ferrarese annuncia che per protesta non pagherà più le tasse

Alessandra MarazziMigliarino. Caro Stato ti scrivo o, meglio, ti parlo. Uno sfogo pubblico contro uno stato ‘reo’ di essere troppo oppressivo con chi è in difficoltà senza nulla dare in cambio. Con un video su Facebook un’imprenditrice ferrarese, proprietaria di un bed&breakfast a Migliarino, annuncia la sua volontà di “resistere” allo Stato scegliendo ‘di non mantenerlo più’.

La ‘resistenza’ di Alessandra Marazzi – questo il nome dell’imprenditrice – è una resistenza fiscale: niente più tasse pagate allo Stato, quelle stesse che in pochi anni, nonostante gli affari siano andati in picchiata, sono rimaste sempre altissime. “La mia è una protesta civile, non attacco nessuno, non sono violenta ma voglio farmi sentire - afferma accoratamente l’imprenditrice contattata da Estense.com -. Non voglio suicidarmi come molti altri di cui nessuno parla, né mandare a monte ciò che ho costruito: ho una figlia di 11 anni a cui badare e voglio continuare con la mia impresa”.

La protesta fiscale si trasforma così in una battaglia per la sopravvivenza, l’autonomia e in una durissima contestazione contro lo Stato e la burocrazia: “Io sono una liberale, voglio uno Stato che fa poco ma lo fa bene – spiega – e, soprattutto, non voglio che i dipendenti statali, parlo di dirigenti e politici, non prendano cifre incredibili e si arricchiscano così: ci si arricchisce con l’attività privata non nel pubblico”. Pur essendo liberale, a un certo punto Marazzi cita, forse involontariamente Padoa Schioppa, l’ex ministro dell’Economia che disse che pagare le tasse è bello: “Quando uno stato funziona bene – afferma l’imprenditrice -, i cittadini sono contenti di pagare le tasse e io le voglio pagare come ho sempre fatto, purché siano giuste e per uno Stato che funzioni”. 

Il video in cui viene annunciata la protesta è stato ‘postato’ sulla pagina “Protesta fiscale a oltranza”, un gruppo composto da imprenditori medio piccoli che contestano l’eccessivo carico fiscale imposto dallo Stato. “Siamo imprenditori con redditi medio bassi, ridotti sul lastrico da uno Stato prepotente e vessatorio – spiega -. Nel gruppo abbiamo trovato un po’ di calore umano e di conforto”. E arriviamo così al video. “Sono un’imprenditrice e da un paio di anni sto affrontando la crisi – racconta Marazzi agli amici sul social network blu – ho tagliato i costi, ridotto gli sprechi, riorganizzato completamente la gestione della mia piccola attività facendo tutto io: giardiniere, pulizia camere, accoglienza clienti, gestione dell’amministrazione, contati con il commercialista, contatti con le banche, promozione, contatti coi fornitori e ho cercato in qualche modo di sopravvivere. Sto pagando le bollette per quanto siano quadruplicate – prosegue -, ma non riesco a pagare le tasse perché con quello che incasso non riesco a pagare l’enormità di tasse che continuano ad arrivare e aumentare nonostante abbia ridotto di molto le entrate”. Una situazione personale, uno sfogo, che trova la condivisione e l’apprezzamento di molti commentatori del video che in 7 giorni ha ricevuto 433 ‘mi piace’.

“Sono qui a testimoniare il fatto che io resisto, tengo botta e non mi arrendo a uno Stato che in questo momento vuole solo una cosa: i miei soldi per mantenere tutti i suoi privilegi – afferma con convinzione l’imprenditrice -: Non vedo altro dallo Stato, non vedo nessuno che mi rappresenta, una tutela, una protezione, qualcosa di cui andare fiera, solo un un gruppo di parassiti che sono lì a gestire la cosa pubblica per il loro tornaconto personale”. E proprio sulle tutele e sullo stato sociale finanziato anche con le sue tasse Marazzi, interrogata da Estense.com sul tema è perentoria: “Non sono una ladra, semmai lo sono i dirigenti e manager pubblici che prendono 850 mila euro all’anno, loro sì che tolgono il pane di bocca alla gente. Non accetto – prosegue – di sentirmi dire che sottraggo risorse allo stato sociale e a chi ne ha bisogno, perché io sono proprio una di quelle persone che avrebbe bisogno dello stato sociale – afferma -. Sono una persona onesta e ho cercato di realizzarmi con un’attività autonoma quando ho visto che nessuno mi assumeva, non mi sono messa a lavorare in nero, voglio solo essere ascoltata, voglio che lo Stato mi rispetti e mi tuteli, voglio giustizia”. “Ribadisco che voglio vivere – afferma Marazzi nei minuti finali del video -, mantenere la mia famiglia, voglio cercare di mantenere in vita la mia azienda e voglio vivere con la dignità che mi spetta per essere stata una persona che ha sempre studiato e lavorato e ha sempre fatto il suo dovere. Quindi, caro Stato – conclude Marazzi – per quanto mi riguarda, continuo a ribadirti che non ti mantengo più”.

E se un giorno dovessero arrivare i controlli? “Le porte sono sempre aperte, la mia attività è su una strada pubblica e quando vorranno venire a controllarmi non potrò far altro che presentarmi davanti a un giudice e chiedere di essere ascoltata”.

 

86 Commenti in: ““Caro Stato non ti mantengo più””


  • ElleGi53 ha scritto il 29 marzo 2014 alle 4:37

    Può ancora definirsi ‘democratico’ lo Stato che costringe alcuni suoi cittadini a evadere il fisco per sopravvivere? E ricordate che spesso la ‘resistenza fiscale’ non è l’inizio di una rivoluzione vera…

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  • elisabetta gulino ha scritto il 29 marzo 2014 alle 6:34

    bad&breakfast?

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  • Alessandro ha scritto il 29 marzo 2014 alle 6:37

     VAI COSI’, APPREZZO IL TUO CORAGGIO AD AFFRONTARE UNO STATO CHE PER CHI PRODUCE E CREA RICCHEZZA NON FA NIENTE!!…ANZI TI ASSALE E PER SPULCIARTI DUE EURO IN PIU LE STUDIA TUTTE:REDDITOMETRO;SPESOMETRO;STUDI DI SETTORE:::ETC ETC, QUANDO LORO SONO I PRIMI DISONESTI! CE NE FOSSERO COME TE…

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  • elisabetta gulino ha scritto il 29 marzo 2014 alle 7:03

    Alessandra Marazzi, aggiungo anche che i media, giornalisti e assimilabili – stampa on line compresa – che sostengono attraverso la promozione (= articoli) le visite guidate di tutte quelle realtà “associative culturali” e pseudo-imprenditoriali non in linea con le norme vigenti, non aiutano le piccole p.iva. Esiste una normativa molto stringente per l’attività e le modalità in cui si intendono promosse e svolte le visite guidate da parte di soggetti non p.iva e le “associazioni culturali”. Le raccolte di denaro con “offerte libere”, “contributi spesa” e altre forme di entrate che fanno queste realtà creano un enorme danno a chi un soggetto imprenditoriale lo è a tutti gli effetti e di conseguenza si comporta. Aggiungo anche che troppe realtà con la scusa di blog e siti internet veri e propri si mettono sul mercato senza essere dei soggetti imprenditoriali “a norma”. Perché non si fa un po’ di pulizia anche qui a fronte di un mercato sleale? Gli strumenti ci sono, basta usarli.

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  • stella ha scritto il 29 marzo 2014 alle 7:28

    Meglio accendere una piccola luce, piuttosto che recriminare nell’oscurità. 
    Brava Alessandra, le difficoltà non possono e non devono essere taciute. In una società civile non si può continuare a mortificare l’esistenza di moltissimi imprenditori onesti e laboriosi. E non si può ragionevolmente pensare di continuare a privilegiare una ristretta cerchia di intoccabili. Ma questi che ci governano cosa stanno facendo? Davvero pensano che alle prossime elezioni ci sarà qualcuno che voterà chi ci ha portati a questa triste realtà? Non è più il momento di credere a vane promesse, non importa da quale partito provengano. E’ giunto il momento che la società civile si muova e trovi in ogni ambito persone capaci, in grado di rappresentarla davvero. Si devono fattivamente trovare le soluzioni che servono. Si deve cercare con forza e convinzione di contrastare chi vuole lasciare le cose come stanno. Si deve e si può cambiare.

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  • Perplesso ha scritto il 29 marzo 2014 alle 7:39

    Non entro nel caso di specie, perché non lo conosco, ma non condivido la posizione. Sono un libero professionista che paga e ha sempre pagato le imposte. Non sarà questo il caso ma ne conosco tanti che si sono improvvisati imprenditori e poi, a fronte di un insuccesso (sempre dietro l’angolo), invocano commiserazione e si lanciano in iniziative di questo tipo. Gli stessi che quando le cose vanno bene sono i paladini del libero mercato. Ma il discorso sarebbe lungo 

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  • Perplesso ha scritto il 29 marzo 2014 alle 7:48

    Ultima cosa e poi non intervengo più: tra cittadino e Stato, quando si parla di imposte, non si instaura un rapporto di do ut des (sinallagmatico in senso civilistico puro). Tradotto in altri termini le imposte si pagano non per ottenere in cambio vantaggi immediati, ma per dovere di solidarietà e per garantire l’erogazione di pubblici servizi. Se la signora avesse bisogno di cure mediche, le rifiuterebbe? Non credo. Ebbene quelle cure sono fornite grazie al pagamento delle imposte. Se poi i servizi lasciano a desiderare, questo e’ altro problema, ma la “cura” non può essere rappresentata dall’astensionismo fiscale 

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  • Carla ha scritto il 29 marzo 2014 alle 8:07

    se non lo mantieni tu deve mantenerlo che le tasse le deve obbligatoriamente pagare alla fonte? eh no cara, prima paghi e poi ne discutiamo…anche se sono d’accordo che le tasse sono ad un livello insopportabile

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  • Flagellatore ha scritto il 29 marzo 2014 alle 8:29

    Una protesta intelligente ma isolata. Ho la sensazione che per accelerare le riforme l’unico stimolo efficace sia l’obiezione fiscale parziale. Qual è il massimo di imposte che il buon senso indica come equo? 25%? 30%?. Ebbene se tutti avessimo la volontà di applicare questo principio toglieremmo la principale fonte di finanziamento degli sprechi e delle storture italiche. Finché lo fa la sig.ra Marrazzi è evasione se lo facciamo tutti è un caso sociale meritevole di risposte.

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  • ugo ha scritto il 29 marzo 2014 alle 8:34

    Coraggio,  ci vuole tanto coraggio per fare una cosa del genere e ti ammiro, ma credo proprio che sia una battaglia persa. Questo stato pseudo-liberale darà talmente tanti colpi di coda prima di morire da annientarci tutti! Purtroppo. In bocca al lupo! 

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  • Tony ha scritto il 29 marzo 2014 alle 8:59

    Alessandra, ha tutta la mia solidarietà naturalmente.
    Non sono d’accordo però che sia ‘tutto’ lo Stato parassita e ladro.
    Ci sono poliziotti, medici, insegnanti, impiegati e anche dirigenti statali verso i quali va rivolto il massimo rispetto per come affrontano ogni giorno le mille difficoltà, ricavandone scarse soddisfazioni e spesso anche stipendi inadeguati.
    Se si vuole vincere questa battaglia, e prima o poi la vinceremo, dobbiamo combattere il cancro che affligge questo Stato, senza colpire le cellule sane.
    Ce ne sono in tutte le entità sociali, addirittura anche nei sindacati, nella politica e nelle corporazioni. Abbiamo bisogno di loro, per rimuovere i vertici delle loro organizzazioni, che invece sono spesso le cellule malate.
    La vera distinzione va fatta tra chi lavora e chi ruba lo stipendio e impedisce il cambiamento, non tra pubblico e privato.

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  • verità ha scritto il 29 marzo 2014 alle 9:51

    Sacrosante verità di cui ogni cittadino onesto dovrebbe farsi portavoce e difensore, soprattutto quando vengono dichiarate e pubblicate vere e proprie bestemmie economiche come: “un ‘imprenditore’ non può guadagnare meno di un suo dipendente”. Affermazioni che senza replicare nei contenuti portebbero a dire e perchè allora lo Stato è in perdita nella maggior parte delle aziende dallo stesso controllate? Agli italiani manca una cosa che altri Stati, che hanno voluto scrollarsi il peso di gravi ingiustizie hanno: il coraggio di ribellarsi realmente e fare gruppo. Civilmente e, come si è abusato dire, democraticamente. In Italia invece la vergogna dei comportamenti altrui porta a suicidarsi ma non a ribellarsi. Auguri, signora!

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  • Stefano Balboni ha scritto il 29 marzo 2014 alle 9:58

    Grazie signora. Pur condividendo i troppi soldi che vengono spesi per i manager e i politici, così facendo pagheranno solamente i dipendenti operai, pubblici e privati, ai quali vengono trattenute le dovute tasse direttamente in busta paga. Il suo comportamento è dal mio punto di vista, sbagliato

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  • Christian ha scritto il 29 marzo 2014 alle 10:16

    Forza Alessandra, fatti sentire!! A volte ascoltano, e’ capitato a me con la regione per via del terremoto. Sono con te. 

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  • Anselmo Paleari ha scritto il 29 marzo 2014 alle 10:21

    Signora, gli sprechi dello stato sono da tempo appurati e purtroppo ancora perpetrati. Probabilmente la sua scelta di intraprendere una attività in proprio non è stata molto oculata. Bastava prendere i dati dell’agenzia delle entrate degli ultimi anni per capire che i veri “paperoni” d’Italia sono i lavoratori dipendenti, che hanno redditi medi molto più alti di artigiani, gioiellieri, ristoratori e tante altre categorie. Complimenti per l’acconciatura comunque.

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  • Stefano Grillanda ha scritto il 29 marzo 2014 alle 10:38

    BRAVA, tutta la mia stima 

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  • idea ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:12

    Qualcuno evade dichiaratamente il fisco e trova pure consensi, camuffandolo da battaglia politico demagogica. Ora gli sprechi ci sono senz’altro e andrebbero quanto prima eliminati o ridotti ma una conclusione di questo genere non mi sembra affatto condivisibile.
    Due consigli per la signora e per i suoi supporter:
    - ai suoi clienti non gli faccia pagare più l’Iva atteso che la dovrebbe è tassa da versare allo Stato e lei ha quanto ho capito non vuole versarla (a meno che non se ne voglia appropriare illecitamente)
    - vogliamo parlare delle agevolazioni varie di cui godono i B&B e anche i finti B&B che di fatto sono alberghi. Credo che sfuggano a molti che hanno commentato questo articolo. Si signora, lo Stato che lei critica le consente anche la concorrenza “sleale”, provi ad aprire un albergo!

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  • Alessandra ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:13

    Ringrazio tutti coloro che hanno commentato, sia i pro che i contro. Se avete voglia di fare domande a me direttamente le gradisco molto. Mi trovate su facebook come Alessandra Marazzi, che non paga le tasse, ribadisco, non perchè non vuole ma perchè non può.
    Faccio le ricevute, non evado nulla di nascosto ma non voglio ne suicidarmi ne mollare.
    Grazie a tutti.
    Cordiali saluti.
    Alessandra Marazzi

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  • idea ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:14

    c’è un refuso, la frase corretta è “la dovrebbe versare allo Stato poichè è una tassa”

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  • Francesca ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:17

    Condivido in pieno. Ai lavoratori dipendenti vorrei dire che dovrebbero fare un’altra battaglia: che i loro stipendi non vengano tassati alla fonte, ma che li abbiano lordi!
    Il datore di lavoro non dovrebbe più fungere da sostituto d’imposta!

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  • p.g. ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:25

    “@ Perplesso – “Se la signora avesse bisogno di cure mediche, le rifiuterebbe?”. Lei, ha mai avuto bisogno di cure mediche serie, per portare il suo stesso esempio? Esempio un figlio o una figlia o un congiunto in coma totale e assisterlo 24 ore su 24? E gliele ha garantite o garantisce questo nostro Stato?

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  • verità ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:30

    @Anselmo Paleari – E perchè i dipendenti, soprattutto quelli pubblici, non si mettono a fare gli “artigiani, gioiellieri, ristoratori e tante altre categorie”, così diventono anche loro ‘paperoni’?

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  • Elena Lagosanto ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:35

    Vai Alessandra… 6 tutti noi…..

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  • bonnot ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:38

    fuori il nome del b&b!
    così lo possiamo serenamente boicottare. 
    la signora si deve vergognare, le sue tasse non pagate non andranno ad influire sugli sprechi ma sui servizi e anzi vorrà dire che chi non può evadere o non vuole evadere dovrà pagare anche la scuola dei figli della signora, o il medico della signora o le visite della signora o l’assistenza per la signora quando sarà anziana, ecc ecc ecc
    penso che la signora abbia ragione solo nella critica del peso delle tasse, ma porre come mezzo di lotta il non pagarle è un atto vergognoso e indegno.

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  • lavoratore dipendente ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:53

    E IO CHE LE TASSE ALTISSIME ME LE TRATTENGONO DALLA MISERA BUSTA PAGA COSA FACCIO?
    EVADO? NON PAGO LE TASSE? NON POSSO! IO LAVORO COME LEI SE NON DI PIù….

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  • fonderia ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:56

    Signora io lavoro in fonderia. Ha presente che lavoro faccio? per me non ha idea. Venga un giorno con me e vedrà l’inferno.
    Ho 2 figli e le tasse me le prendono senza che me le chiedano!! CAPITO?

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  • CARMELA ha scritto il 29 marzo 2014 alle 11:59

    Brava..bisogna pagare le tasse sugli immobili,mentre quello che deriva dal tuo stretto lavoro tienlo x te..,ed è giusto così!!!

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  • SALVATORE GUERINO ha scritto il 29 marzo 2014 alle 12:38

    Grazie ad Alessandra …le persone incominciano a Vivere….

    [...]

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  • Alberto ha scritto il 29 marzo 2014 alle 13:21

    @perplesso: lo stato garantisce cure mediche? Questa è bella!

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  • Gigio ha scritto il 29 marzo 2014 alle 13:28

    Brava tutti dovremmo seguire questo esempio.Tasse significa servizi e servizi non si ricevono più da un pezzo : Esempio vai in ospedale per una urgenza :Risposta c’è posto tra 6 mesi però’ sempre la receptionista  ti documenta su dove trovare uno specialista con 400,,00 Euro che guarda caso lavora anche in ospedale spesso e volentieri.Parliamo delle Autostrade più care di Europa , sai quando entri non sai quando esci, parliamo delle forze dell ‘ ordine che poveretti non hanno nessuna colpa , anzi spesso non possono intervenire perché manca loro benzina e disponibilità di mezzi ,dimenticavo le strade provinciali e statali spesso  sembra di essere in Afganistan buche scalini ecc ecc.Pero ‘ bisogna pagare non elenco altri casi mi servirebbe una enciclopedia .Sveglia gente sveglia a bisogna pagare mi raccomando.

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  • idea ha scritto il 29 marzo 2014 alle 13:40

    @Alessandra:
    faccio le ricevute= uguale faccio pagare l’Iva ai miei clienti e me la trattengo (che vuol dire non evado nulla di nascosto). Mi sorge una domanda: se l’Iva gliela pagano i clienti, per quale motivo almeno quella non è in grado di versarla allo Stato??

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  • Alessandra ha scritto il 29 marzo 2014 alle 13:53

    Signor Bonnot,
    Il nome del mio bb è il girasole via travaglio 141 a migliarino in provincia di ferrara.
    Buona giornata.
    Alessandra Marazzi

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  • Italien ha scritto il 29 marzo 2014 alle 13:53

    (Quasi)Tutti con Lei Alessandra,ma quando LE pignoreranno tutto,vedrà quanti al suo fianco…….

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  • perplesso ha scritto il 29 marzo 2014 alle 14:14

    @Perplesso (nuovo)
    Soni il Perplesso originale !!
    Perchè utilizza il mio nick-name ?
    Io lo uso da parecchio tempo.La prego di cambiarlo perchè non vorrei che i suoi pensieri fossero confusi con i miei.
    Ciò premesso, in merito all’articolo, non sarà mica tutta pubblicità gratuita per il bed&breakfast ?
    Per essere al di sopra di ogni ragionevole dubbio l’imprenditrice non avrebbe dovuto nè segnalare il suo nome nè il luogo dove si svolge la sua attività.

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  • perplesso ha scritto il 29 marzo 2014 alle 14:26

    Spero che l’Agenzia delle Entrate faccia il suo dovere aggiungendo tutte le more del caso. Gli “imprenditori” sono tutti martiri quando le cose vanno male, ma sono estremamente silenziosi quando le cose vanno bene.

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  • deluso di questa sinistra ha scritto il 29 marzo 2014 alle 14:26

    sono daccordo con la signora marazzi,se in italia si pagano più tasse che in altri paesi europei avendo meno servizi e il debito pubblico in aumento,vuol dire che qualcosa non funziona,forse siamo malgovernati,i nostri politici non sono interessati ad aziende che producono ricchezza,e si trovano in difficoltà al punto di suicidarsi perchè non hanno i soldi x pagare le tasse,ma pensano ai migranti clandestini che ormai sono milioni di persone da mantenere,mi piacerebbe sapere quanto costa a pattugliare il mare con aerei,navi e uomini per accogliere dei clandesini che non andranno mai a lavorare.

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  • perplesso ha scritto il 29 marzo 2014 alle 14:28

    @Alberto
    Provi a trasferirsi ngli USA senza avere la possibilità di stipulare una polizza sanitaria adeguata. Non ho detto senza la possibilità di stipulare una polizza, ho detto una polizza adeguata.

    Thumb up 7

  • cirul ha scritto il 29 marzo 2014 alle 14:30

    La fa ben ciooo. Per chi si dichiara lavoratore dip. Io auspico la retribuzione lorda per tutti. Troppo facile professare e pretendere l onestà fiscale solo perché si è impossibilitati nei dare il cattivo esempio, suona molto come invidia. Io sono dip.

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  • Luca ha scritto il 29 marzo 2014 alle 14:35

    Brava Alessandra se riesci paga altrimenti combatti come stai facendo…

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  • Akeoma ha scritto il 29 marzo 2014 alle 14:49

    Giustissimo…le nostere tasse ormai servono solo ed esclusivamenteper stipendiare i politici…per cui se vogliono lo stipendi che vadano a lavorare come noi mortali !!!
    X idea…fatti venire un’idea migliore [...],forse non sai che vuol dire lavoratore autonomo…anche se percepisce l’IVA ,lavora magari 14-15- ore al giorno per tenere tutto in ordine quando arriva alla fine del mese…magari con l’IVA avra comprato da mangiare per lei e sua figlia,oramai i redditi sono talmente bassi che si arriva ad attingere anche dagli importi dell’IVA per poter tirare avanti.
    Tutti sarebbero contenti di pagare le tasse…ma se le tasse da versare sono più alte che la cifra che rimane per condurre una vita dignitosa,non sono solo TASSE…ma una minaccia per la persona (vedi tutte le vittime che si sono suicidate negli ultimi tempi)

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  • mauro ha scritto il 29 marzo 2014 alle 15:24

    NUOVI CONTRIBUENTI “MINIMI” (DAL 2012) = ADEMPIMENTI MINIMI
    Fisco facile per piccoli imprenditori

    Per semplificare e snellire gli adempimenti è stato introdotto un nuovo regime contabile dedicato ai contribuenti minimi.
    Possono adottare questo regime le ditte individuali che:
    - Iniziano una nuova attività (per 5 anni e fino al compimento del 35^ anno di età)
    Hanno un volume dei ricavi inferiore a € 30.000/annui;
    Hanno acquistato di beni strumentali inferiore a € 15.000 in un triennio;
    Non hanno dipendenti o collaboratori

    Esoneri:
    Dall’applicazione degli studi di settore
    Dalla tenuta della contabilità e dagli adempimenti IVA
     
    Obblighi
    Certificazione dei corrispettivi con ricevuta fiscale
    Conservazione e numerazione dei documenti emessi e ricevuti
    Posizione previdenziale INPS
     
    Tassazione:
    5% imposta sostituiva sugli utili

    Di cosa stimo parlendo??cosa fa signora si lamenta dal gusto?

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  • mauro ha scritto il 29 marzo 2014 alle 15:31

    NUOVI CONTRIBUENTI “MINIMI” (DAL 2012) = ADEMPIMENTI MINIMI
    Fisco facile per piccoli imprenditori

    Per semplificare e snellire gli adempimenti è stato introdotto un nuovo regime contabile dedicato ai contribuenti minimi.
    Possono adottare questo regime le ditte individuali che:
    - Iniziano una nuova attività (per 5 anni e fino al compimento del 35^ anno di età)
    Hanno un volume dei ricavi inferiore a € 30.000/annui;
    Hanno acquistato di beni strumentali inferiore a € 15.000 in un triennio;
    Non hanno dipendenti o collaboratori

    Esoneri:
    Dall’applicazione degli studi di settore
    Dalla tenuta della contabilità e dagli adempimenti IVA
     
    Obblighi
    Certificazione dei corrispettivi con ricevuta fiscale
    Conservazione e numerazione dei documenti emessi e ricevuti
    Posizione previdenziale INPS
     
    Tassazione:
    5% imposta sostituiva sugli utili
    CI SI LAMENTA DAL GUSTO!!!
    e se dimostra di farlo in forma occasionale e`esente da tutto.
    Lamontagna ha partorito un topolino

    Thumb up 6

  • fotoflash ha scritto il 29 marzo 2014 alle 17:00

    oltre a molte giuste osservazioni, dal mio punto di vista questa situazione insostenibile ha nelle multinazionali dell’azzardo una regia magistrale. 80 miliardi di euro rubati ai cittadini e allo stato (dati 2010), tassati al 3% iva (se si portasse al 10% ci sarebbero 7 miliardi di euro, denari di due finanziarie), rubati agli artigiani: guarda caso gli isoluti raggiungono la quota del 10% del fatturato, che è esattamente la proporzione con il pil nazionale della quota giocata; quota sufficiente per annullare i guadagni degli artigiani!!! 
    seconda osservazione: la regia che persegue tutto in mano di pochi ha raggiunto anche il volontariato; nuove norme costringono a chiudere sedi per concentrare le attività in poche sedi super accreditate…che dire? facciamo presto una foto altrimenti non sapremo più che forma abbiamo oggi!!!

    Thumb up 2

  • togneri massimiliano ha scritto il 29 marzo 2014 alle 17:30

    Salve. pongo un quesito. io sono nel gruppo con la sigra marrazzi e la mia domanda è questa :  Sono partita iva da 19 anni e negli ultimi 4 anni sto intaccando i miei risparmi che sono quasi finiti. ho 3 denti marci in bocca , le vene varicose dovute dal lavoro , son 3 anni che non faccio le ferie , ho la compassione delle miei due dipendenti (che pago regolarmente) e che vedono quanti sacrifici faccio compreso non avere una vita sociale ( troppo costosa per me) .Arriva un finanziere con 15 mensilità , mandato da un befera che guadagna 4 volte Obama e mi dice che io sono un ladro perche non faccio lo scontrino………la mia domanda è  : ho diritto a VIVERE?   o devo continuare a fare la flebo di chi vive da parassita del mio lavoro?sulle questioni inerenti alla sanità alla scuola ed al resto concordo pienamente. ma noi siamo poveri e pure ladri. forse siamo degli stupidi ma questa è l unica cosa che possiamo fare oltre ad una corda e uno sgabello. togneri massimiliano

    Commento molto apprezzato! Thumb up 9

  • Irene ha scritto il 29 marzo 2014 alle 17:42

    Dovremmo farlo tutti!! Trovare una soluzione anche per noi dipendenti e smettere tutti di pagare solo così secondo me lo stato inizierà a capire che siamo noi a mantenerlo!!!! 

    Thumb up 4

  • ollari ha scritto il 29 marzo 2014 alle 18:26

    brava alessandra anch’io come imprenditrice di ditta individuale non accetto più di pagare su un reddito che non faccio pago solo le tasse che riesco a pagare col mio lavoro ma non apro più i cosiddetti fidi temporanei per pagare una estorsione, cari dipendenti sapete che se non ci fossimo noi piccole e medie imprese a farvi lavorare voi non avreste più prelievo di tasse forzato in busta semplicemente perchè non avreste più la busta paga? riflettete prima di parlare chiuse solo nel 2013  111.000 di noi hanno chiuso 

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  • fiat croma ha scritto il 29 marzo 2014 alle 18:35

    Cara la mia Signora.. hai fatto stra bene… io sono 2 anni che non pago più le tasse , ma non perché non voglio.. ma perché non rimane nulla nelle casse dell’ azienda… quindi ***** non avranno più un soldo da me fino a quando loro non dimezzeranno i loro compensi… pago solo gli stipendi perché sono sacrosanti..anzi do anche dei fuori busta perché ai miei dipendenti ci tengo e devono mangiare , sopravvivere e possibilmente star bene

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  • cirul ha scritto il 29 marzo 2014 alle 19:10

    Un lavoratore dipendente paga le tasse se lavora e viene pagato . Una azienda deve pagare le tsse dal momento che emette la fattura, ma non è detto che poi incassi i quattrini. Ilproblema delle aziende è la liquidità e ia difficoltà a riscuotere i crediti. Prova dipendente a lavorare e non prendere lo stipendio e doverci pagare comunque contributi e irpef

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  • Siamo nel 2014!!! ha scritto il 29 marzo 2014 alle 19:47

    @Bravo sig. Mauro! Lo urli forte questo scandalo!!!!! Perchè non si può che uno guadagna 30.000 € e paghi solo il 5% di tasse (1500€ + anticipo del 102% su quelle dell’anno prossimo….altri 1500 € circa)e circa 3500 € di inps perchè ne rimangono comunque 23.500 di euretti da spendere!!!! Ah poi magari c’è anche l’ente previdenziale del settore, che si prende altri 3.500 €. E fanno 20.000 €. Ora però rimane da capire come siano stati guadagnati quei 30.000 € perchè, caro Sig. Mauro, per fornire un servizio o un prodotto bisogna INVESTIRE…o credeva che gli scaffali dei negozi si riempissero come per magia durante la notte? O che la benzina degli autotrasportatori fosse gratis??? Beh… non è così caro mio e Le posso assicurare che dai quei 20.000 € ne può togliere ALMENO il 40% per spese d’azienda e quindi diciamo che rimangono 12.000 €. Poi viene la denuncia dei redditi e lì ti accorgi che c’è da pagare un conguaglio, ne rimangono 10.000 circa. 850 euro al mese! ;)

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  • giro ha scritto il 29 marzo 2014 alle 20:32

    Lasciate stare la signora e tutti quelli nelle sue condizione.  Io auguro a tutti domani  quelli che fanno i soloni che criticano .  Gli auguro di aprire un bel negozio o attivita’ artigianale . E di diventare ricchi .. Se questa e’ la soluzione cari miei perche’ non aprite partite iva . Invece  di stare in cassa integrazione, avere il sussidio lavorando solo d’estete . e facendo il doppio e triplo lavoro ?

    Datevi da fere siate coerenti . fate i bravi italiani .   Forza  partite iva cercasi.

    Se tutta questa gente si ammazza ci sara’ un perche’? cosa ne pensate o siete fuori dal mondo?

    Napolitano 25 anni fa’ fece un discorso contro l’euro. Che sarebbe successo tutto quello  che ci passa in televisione e nelle nostre vite oggi . (Fate una ricerca su internet e lo trovate)

    Csa gli dobbiamo dire adesso che lo sostiene?

    Non dico di squassare tutto ma di imitare l’Inghilterra che e’ dentro l’Europa  ma senza moneta..  Secondo voi perche’ non e’ entrata?

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  • idea ha scritto il 29 marzo 2014 alle 20:54

    @ollari: “pagare su un reddito che non faccio pago solo le tasse che riesco a pagare col mio lavoro” pagare su un reddito che non faccio è un concetto che mi sfugge: se non lo ha fatto come fa ad essere reddito o si riferisce a crediti non riscossi?
    @Siamo nel 2014!!! : anche se siamo nel 2014 credo che le abbia le idee un po’ confuse: se 30.000 euro è il reddito su cui si pagano le tasse, i soldi per la merce e la benzina dovremmo aver già conteggiati non crede? Questo fa cadere d’un colpo tutto il suo “ragionamento”

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  • marco ha scritto il 29 marzo 2014 alle 22:38

    Condivido e commento quando il paese si accorge che la politica diventa un affare riduciamo gli stipendi di questi inzaziabili e diamogli delle pensioni al minimo come i miei genitori persone che hanno lavorato una vita come artigiani e percepivano una pensione di 600euro.

    Per un ‘Italia piu giusta e rispettosa

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  • ollari ha scritto il 30 marzo 2014 alle 6:56

    @ idea  io devo dichiarare le tasse che dice lo stato sai perchè? perchè hanno inventato gli studi di settore. perciò nonostante io scontrini tutto ma proprio tutto anche il latte che mi porto a casa per autoconsumo,il cluster a cui appartengo come studi di settore ,stabilisce che io faccio quel reddito stabilito da loro. siccome purtroppo io e molti altri come me non arrivano alla cifra stabilita da loro il commercialista mi fa la solita domanda. ti adegui (pagando quindi le tasse su quello che dicono loro ) oppure no. adeguarsi e quindi pagare la differenza su un reddito non fatto vuol dire non correre il rischio di accertamenti altrimenti rischi l’accertamento. siccome non mi sono mai voluta adeguare perchè io non arrivo a quel reddito che dicono loro sono incappata nell’anno 2004 nell’accertamento d’ufficio . ho finito di pagare tre anni fa una rateizzazione di equitalia.e molti in questi anni per paura dell’accertamento hanno ricorso o a farsi prestare i soldi da parenti oppure a

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  • Paola ha scritto il 30 marzo 2014 alle 10:06

    nella lunga lista di suicidi non ho visto nessun dipendente né pubblico né privato.

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  • Siamo nel 2014!!! ha scritto il 30 marzo 2014 alle 10:20

    @idea
    30.000 € è il reddito che non deve superare con le fatture/ricevute emesse. Se non sa di cosa sta parlando……lasci perdere!

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  • Nicola Mazzola ha scritto il 30 marzo 2014 alle 11:24

    Alessandra, ammiro molto il suo coraggio, e condivido in pieno la sua protesta (l’unica che potrebbe essere sia civile che efficace al tempo stesso), non vorrei però che passasse solo il messaggio “stato ladro, casta, privilegi, ecc. ecc.” già cavalcato da troppa gente senza aver ben chiaro il vero problema. Lo Stato può e deve creare ricchezza (in termini di dignità e non di opulenza) per i propri cittadini, lo Stato può e deve perseguire l’obbiettivo della PIENA occupazione, ma per farlo andrebbe profondamente riformato:
    http://youtu.be/yhlnHwl2oTA

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  • idea ha scritto il 30 marzo 2014 alle 13:32

    @ollari gli studi di settore identificano un reddito presunto, se lei come dice, per una serie di ragioni non è in grado di raggiungerlo, non è affatto tenuta  ad adeguarsi. Nel momento in cui dovesse essere chiamata dall’ufficio fornirà le giustificazioni del caso. Certo che non può avere 1.000 euro di reddito l’anno, altrimenti tutto  risulterà poco credibile. Se il suo commercialista le consiglia di adeguarsi a prescindere (soprattutto se la differenza è piccola), io penserei a consulenti alternativi.
    @Siamo nel 2014!!! quello che non sa di cosa  parla tra i due sei tu. Hai appena scritto “30.000 € è il reddito che non deve superare con le fatture/ricevute emesse”, il che ti dimostra lapalissianamente che 30.000 euro non è il reddito, ma il fatturato e che quel 5% non lo devi calcolare su 30.000, ma su quell’importo al netto di tutte le spese dell’attività. Dimostrami il contrario se ci riesci!

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  • cirul ha scritto il 30 marzo 2014 alle 15:15

    Per i minimi rimanere nei minimi occorre non superare il fatturato (fatture emesse)  di 30000 euro. L ‘ imposta viene invece calcolata sull utile cioe Differenza costi/ricavi.Ritengo che un b&b abbia valori strumentali al di sopra dei 15000 euro, quindi difficilmente riesca ad avere questa opportunita. Vorre chiedere al sig. Marco che ci elencasse invece le conseguenze nel caso in cui si presentasse per il contribuente minimo, una fortunata annata e abbia sforato i 30000 euro di fatturato, sia che stia dentro al15% sia che  superi il fatturato imposto ,e cosa in genere fanno i minimi per evitare di sforare. Per me per evitare evasione occorre ridurre le tasse a tutti, e non solo a chi rientra in casi particolari. Le tasse che non strozzano  riescono a pagarle tutti.

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  • cirul ha scritto il 30 marzo 2014 alle 15:22

    Vorrei anche precisare che è giusto pagare le tasse, per avere i servizi pubblici, ma credo che paghiamo tanti soldi, e per quello che paghiamo dovremmo avere servizi eccellenti, invece cala la qualità, e la possibilita di accedervi, in compenso si gonfiano le tasche dei politici  e dei manager pubblici, gli stessi che poi tagliano i servizi o ci applicano nuove tasse. Come dare torto alla signora alessandra?

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  • cirul ha scritto il 30 marzo 2014 alle 15:25

    Voi promotori della legalità fiscale tornereste a mangiare in un ristorante dove avte speso tanto, mangiato male e il personale era poco disponibile ?

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  • annaclara ha scritto il 30 marzo 2014 alle 20:43

    Signora, gli affari vanno male, lei è disperata e giustamente ma cerchi anche di capire… Quanta gente vuole che vada in un bed and breakfast A MIGLIARINO? Cioè non è mica nel centro di una città storica, tipo non dico Roma o Firenze ma almeno Ferrara, Bologna, Mantova, una città “minore” ma con attrazioni artistiche e turistiche, ristoranti, servizi… Già è subentrata la crisi, ovviamente i piccoli paesi sono i primi a rimetterci. Mi dispiace ma credo che la scelta della location sia stata un po’ inadeguata. Certamente se lei aveva a disposizione un immobile lì a Migliarino ha fatto bene a cercare di sfruttarlo ma le suggerisco di chiudere prima di rimetterci altro denaro. E poi che tasse avrà pagato? Un b&b è solitamente un’attività in regime occasionale, che giro d’affari aveva lei? Possibile che fosse così frequentato e di colpo puff, più nulla? Scusi la franchezza

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  • akeoma ha scritto il 31 marzo 2014 alle 8:23

    X Idea e tutti quelli come lui a giudicare…io penso che se la sig.ra Alessandra avesse la possibilità (come dovrebbe essere giusto per tutti) di mantenere con il proprio lavoro una vita dignitosa…sicuramente non sarebbe su questo forum a farsi elogiare o giudicare da gente che nemmeno la conosce,ammettiamo che spazi x commenti di questo genere in passato non se ne sono mai visti…

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  • Bac & Pandon ha scritto il 31 marzo 2014 alle 13:18

    Differenze tra chi hapartita iva e chi ha la fortuna di essere lavoratore dipendente.

    L’ artigiano/commerciante
    1) deve pagare i contributi inps fissi non in base al reddito ma gia’ dal momento che apre l’attivita’, che abbia guadagnato o meno, MENTRE IL DIP. PAGA sulla sua retrib. e se non lavora non paga.
    2) Deve pagare irpef IPRAP add. reg. e com. tassa cciaa, e tasse comunali o regionali varie, solo per il fatto di avere una partita iva. IL DIP. SOLO add. IRPEF ADD. REG. E COM.
    3) LA partita iva non gode di ammortizzatori sociali, se va mael e ciudi sei in mezzo ad una strada, il dipendente.. ha cassa integrazione, mobilita’ e disoccupazione. 4) Se il dipendente si ammala, viene pagato dall’inps, se s’infortuna viene pagato dall’inail, LA PARTITA IVA devono pagare le tasse sul fatturato e non sull’incasso effettivo, quindi se uno fa fatture e non riesce ad incassarle deve anticiparci l’iva e tasse, segue

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  • Bac & Pandon ha scritto il 31 marzo 2014 alle 13:31

    il dipendente paga le tasse trattenute in busta paga, NON E’ mai debitore nelle imposte e non ha rischi erariali di nessun tipo.
    LA PARTITA IVA SI. IL DIP. NON HA GLI STUDI DI SETTORE, la partita iva si. Se lo stato ritiene che l’attivita’ ABBIA secondo loro dovuto guadagnare di piu’, DEVI PAGARE DI PIU’ IL DIP NO. . Le partite iva hanno bisogno di professionisti che tengano contabilita’, e adempiano agli obblighi fiscali, alle presentazioni delle dichiarazioni iva redditi, spesometri, redditometri, 770 roba che vuole lo STATO, e che costa alla partita iva, IL DIPENDENTE AL MASSIMO FA IL 730 per recuperare dei crediti. C’e una bella differenza tra le due categorie. SE un minimo deve rietrare nei 30000 euro di fatturato, togli le spese per acquistare materiali, diventano 20000, togli i contributi inps, che sono altri 3400 euro annuo che fanno rimangono 16.600, calcola il 5% di tasse sono 830,00 euro rimangono 15.770 netti annui, ammesso che siano tutti incassati. non e’ una cifrona.

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  • Bac & Pandon ha scritto il 31 marzo 2014 alle 13:35

    E credo che lei idea… non abbia proprio nessuna idea di cio’ che sta’ parlando.

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  • lb ha scritto il 31 marzo 2014 alle 13:44

    BENE! VISTO PERO’ CHE IO SONO DIPENDENTE E LE TASSE ME LE TRATENGONO ALLA FONTE NON SARO’ PIU’ SUO CLIENTE MA ANDRO’ ALL’ALBERGO IN CENTRO CITTA’ DOVE MI RILASCIANO LA RICEVUTA E CI PAGANO LE TASSE!!!!! CORDIALI SALUTI DA UN SUO EX CLIENTE!

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  • Bac & Pandon ha scritto il 31 marzo 2014 alle 13:46

    idea ha scritto gli studi di settore identificano un reddito presunto, se lei come dice, per una serie di ragioni non è in grado di raggiungerlo, non è affatto tenuta ad adeguarsi. Nel momento in cui dovesse essere chiamata dall’ufficio fornirà le giustificazioni del caso.
    Le spiego uno dei motivi per cui ritengo lei stia sparando ******. L’altro giorno c’era l’articolo in cui il sindaco chiedeva all’agenzia che ci fosse l’opportunita’ di aggiustare i parametri degli studi di settore per i commercianti del centro danneggiati dai lavori che si stanno prolungando nella piazza.Se come dice lei fosse sufficiente andare la a giustificare qualcosa non ci sarebbe stato bisogno del sindaco. LEI sostiene infatti che basta recarsi allegramente all’agenzia e dimostrare (non sa come) che il guadagno e’ quello che dice lei e non quello che dicono loro.? e lei che deve dimostrare qualcosa, e non loro. Dimostri che non ha guadagnato quello che loro dicono e mi spieghi il modo. tutti fenomeni.

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  • Bac & Pandon ha scritto il 31 marzo 2014 alle 14:42

    lb ha scritto il 31 marzo 2014 alle 13:44 Ma lei si ritiene un onesto contribuente solo perche’ le sue tasse gliele “trattengono alla fonte ???”
    Cioe’ io la devo considerare persona onesta solo per questo?? Sa conosco diversi onesti dipendenti ai quali trattengono le tasse alla fonte come a lei, che quando possono cercano di risparmiare qualcosina se si fanno fare il lavorino dal dentista senza fattura, oppure altri che non disdegnano il lavorino extra pur essento in cassa indetegrazione.Il lavoro dipendente non e’ un fattore decisivo per conclamare l’onesta’ tributaria di un dipendente, come non deve essere pregiudizievole nell’ accusare di evasione un titolare di partita iva solo per il fatto di avere una partita iva. Puo’ anche essere che la sig.ra Alessandra, paghi le sue tasse come ha sempre fatto e che minaccia di non farlo semplicemente per protesta e per sagnalare un disagio sempre piu’ pressante. Per me invece parere personale e’ giusto pagare le tasse ma che siano giuste.

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  • Roberta ha scritto il 31 marzo 2014 alle 17:29

    Era ora che qualcuno della nostra bassa iniziasse ad alzare la testa, ma non per arroganza ma bensì x onestà e diritti mancati. Concordo e ti seguo!

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  • idea ha scritto il 31 marzo 2014 alle 17:59

    @Bac e Pandon:
    E’ strano che lei contesti il mio ragionamento, facendo proprio la stessa cosa ovvero dimostrandoci come è che il 5% si calcola su un importo spesso ben inferiore ad euro 30.000. 
    Quanto agli studi di settore, confermo integralmente ciò che ho detto, è assolutamente possibile (se esistono) fornire giustificazioni all’ufficio, tali far concludere il procedimento ben prima dell’avviso di accertamento. Quanto all’intervento del sindaco si giustifica per due motivi: a) avvicinarsi delle elezioni b) visto che il problema lavori riguarda diversi esercizi commerciali è evidentemente opportuno evitare una sfilata di questi soggetti all’Agenzia delle Entrate per fornire tutti la medesima giustificazione.

    Naturalmente lei resta assolutamente libero di ritenere che sia obbligatorio adeguarsi!!!

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  • ma va la ha scritto il 1 aprile 2014 alle 11:52

    Si tratta di evasione fiscale, e spero venga perseguita come tale… a chi dice brava alla signora in questione ricordo che le tasse che non paga lei le pagheremo noi e voi che la adulate. Non è il modo di protestare…

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  • Bac & Pandon ha scritto il 1 aprile 2014 alle 14:58

    Sig. Idea, rimango sulla mia tesi. Mi risponda se vuole, ma lei 1) ha mai fatto o visto uno studio di settore??? conosce gli algoritmi che generano la conguita’???
    2) ma lei e’ mai andato in agenzia a contrattare una maggiore imposta indotta dagli studi di settore??? e se si quali “motivazioni” ha elencato per riuscire a chiudere a ZERO la “partita”?

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  • Bac & Pandon ha scritto il 1 aprile 2014 alle 15:05

    ma va la ha scritto il 1 aprile 2014 alle 11:52
    Si tratta di evasione fiscale, e spero venga perseguita come tale… a chi dice brava alla signora in questione ricordo che le tasse che non paga lei le pagheremo noi e voi che la adulate. Non è il modo di protestare…

    Lei continuera’ a pagare di piu’ e non certo perche’ la sig. evade, ma perche’ la politica e la casta che ci governa, preferisce aumentare le tasse a lei e a me, e non far pagare le multe alle lobby delle sloat machine e pagare milioni a manager pubblici, o matenere inutili carrozzoni in cui collocare clientele. Il problema dell’italia e’ che si pagano troppe tasse, e le aziende fuggono e fanno lavorare i polacchi, invece che lei e me. Se e’ cosi’ un motivo ci sara’ . Sig. ra Alessandra, se ne vada da qui, vada a lavorare in qualche altra nazione , se glielo lascieranno fare, l’italia all’incontrario di quello che sostiene renzi non e’ un posto in cui investire i propri soldi. Cioe’ lo e’ se e’ masochista.

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  • ciàpa la sciòpa ha scritto il 1 aprile 2014 alle 15:21

    CREDO SIA UNA PROTESTA  NOBILE MA INUTILE .L’INGIUSTIZIA FISCALE  IN ITALIA ESERCITA UNA FUNZIONE DI CONTROLLO DEL POTERE SULLA SOCIETA’NON E’ AGGREDIBILE IN NESSUN MODO  DAI CITTADINI COMUNI PERCHE’ E’ ORGANIZZATA E SOPRATTUTTO E’ ENDEMICA POICHE’FA’INGRASSARE UN MUCCHIO DI POLITICI E DI NULLAFACENTI.UNA PROTESTA DI QUESTO GENERE E’ OLTREMODO PERICOLOSA IN QUANTO NON FA CHE ESPORRE CHI LA ESERCITA AI PERICOLI DI EQUITALIA AGENZIA DELLE ENTRATE GUARDIA DI FINANZA ECC ECC.SI PUO’ AFFERMARE CON CERTEZZA CHE TUTTO STA’ DALLA PARTE DEL POTERE CHE HA LA CAPACITA’ DI DISTRUGGERTI PERSEGUITANDOTI PER TUTTA LA VITA,ARRIVANDO AD ASPETTARE DI PIGNORARTI LA CASA, LA MACCHINA, UNA EVENTUALE EREDITA’,UN QUINTO DELLO STIPENDIO SE LAVORI,AD EQUITALIA SONO VISCIDI FINO AD ARRIVARE A PRENDERTI UN QUINTO DELLO STIPENDIO PURE SE LAVORI UNA SETTIMANA IN REGOLA.NON HAI SPERANZA CARA ALESSANDRA PENSACI BENE A QUEL CHE FAI PERCHE’SE FINISCI NELLE MANI DI QUESTE IENE TI PERSEGUITERANNO FIN CHE VIVI 

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  • Bac & Pandon ha scritto il 1 aprile 2014 alle 16:44

    idea ha scritto il 31 marzo 2014 alle 17:59
    @Bac
    Naturalmente lei resta assolutamente libero di ritenere che sia obbligatorio adeguarsi!!!
    No io non ho mai detto che sia obbligatorio adeguarsi, e le diro’ anche che l’adeguamento o la congruita’ senza che vi sia coerenza non la mette di certo al sicuro. Io continua a ritenere gli studi di settore inumani, e abominevoli, frutto di perversioni mentali.

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  • idea ha scritto il 1 aprile 2014 alle 18:05

    Bac e Pandon:
    ne ho visti e fatti presumibilmente più di quanto lei pensa. Secondo per quel che riguarda gli algoritmi (al di là che si condividano o meno) basta leggere le note metodologiche e tecniche pubblicate sul sito dell’Agenzia.
    Terzo posso statisticamente riferirle per esperienza personale una percentuale di procedimenti archiviati su quelli iniziati con la convocazione del contribuente, a mio avviso non inferiore in media al 20/25%. Buona parte dei restanti cioè circa un altro 60/70% si concludono con accertamento con adesione spesso con significative riduzioni d’imposta. Tra le motivazioni, che debbono essere documentate, le cito a titolo esemplificativo periodi di chiusura dell’attività nell’anno, malattie, apertura di esercizi concorrenti a poca distanza ecc…
    Quarto è completamente da escludere, salvo altre ragioni (tipo alterazione dei dati degli studi stessi), l’accertamento sulla base di studi di settore congrui o con adeguamento che sono illegittimi.

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  • CIRINO ha scritto il 1 aprile 2014 alle 18:19

    Preso atto che lo scribano stenografo che sta’ dentro al parlamento prende circa 200.000,00 euro l’anno, non mi sorprende che la sig.ra Alessandra decida di non patire una sofferenza economica, per pagare queste follie. Non e’ colpa della sig.ra Alessandra se non e’ piu’ in grado di pagare tasse sempre piu’ esose, e’ colpa di chi ha amministrato e sperperato in questi ultimi anni i soldi pubblici, e notare, sono gli stessi che accusano gli italiani di aver vissuto al di sopra delle loro possibilita’ e di essere evasori, e per questo devono soffrire per pagare gli interessi sul debito pubblico, debito che LORO hanno causato con gli sperperi.

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  • jerry ha scritto il 1 aprile 2014 alle 21:39

    Perplesso,mi sa che tu sei un imprenditore come io sono Barak Obama.ciao.

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  • Bac & Pandon ha scritto il 2 aprile 2014 alle 15:22

    idea ha scritto il 1 aprile 2014 alle 18:05
    Buona parte dei restanti cioè circa un altro 60/70% si concludono con accertamento con adesione spesso con significative riduzioni d’imposta. …

    E’ contemplata tra le motivazioni la crisi economica?, la scarsita’ di quattrini tra i potenziali clienti causa eccessiva pressione fiscale e costo della vita sempre piu’ crescente ?? Lo ammetto sig. Idea, sono parecchio prevenuto nei confronti degli studi di settore, ritengo che non si possano calcolare potenzialita’ reddittuali in base a dati empirici e standardizzati per categoria, e per questo lo ritengo uno strumento inaffidabile, e dannoso per il contribuente, anche per questo ritengo esagerato anche un accertamento con significative riduzioni di una imposta accertata. Temo che alla fine riusciranno a far chiudere o fuggire anche l’ultima azienda ancora rimasta.
    Comunque ritiro quanto ho detto piu’ sopra, Lei ne sa, ma evidentemente vede le cose da una angolatura diversa dalla mia.

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  • idea ha scritto il 2 aprile 2014 alle 18:46

    In teoria, tutti gli studi di settore già da qualche anno (non vorrei dire stupidaggini credo da 2008 o 2009) prevedono appositi correttivi per la crisi (alcuni appositamente studiati per le particolari situazioni di determinati settori economici).
    Con questo, nell’apprezzare che lei ha cambiato opinione su di me, non sono affatto un sostenitore di questo strumento. Ritengo però che sarebbe opportuna una vasta campagna di informazione, che spesso è osteggiata da interessi di bottega, non ultimi quelli dei numerosi consulenti (definizione molto azzardata per questi soggetti) che si recano 4/5 volte all’ufficio per ottenere un risparmio di mille/duemila euro. Ampiamente compensato dalla loro lauta e immeritata parcella…

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  • Viva il nero ha scritto il 5 aprile 2014 alle 13:40

    W IL NERO ! 
    W PAGARE SOLO E RIGOROSAMENTE IN CONTANTI 
    W MANDARE A SPASSO LE BANCHE 
    W NON FARSI TRACCIARE 
    W NON CHIEDERE LA FATTURA MA CHIEDERE LO SCONTO 
    W VEDERE MORIRE QUESTO STATO 

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  • gatto soffiatore ha scritto il 13 aprile 2014 alle 1:58

    Ciao Alessandra tutti dovrebbero seguire il tuo esempio finché lo stato la finisce di fare schifo, sono basito da certi commenti, quanta gente parla bene e razzola male.

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  • Luigi S. ha scritto il 29 aprile 2014 alle 22:38

    E‟ vero che il Paese corre più veloce, in un mondo in rapido e completo
    mutamento, che non riescano a fare Governo, Parlamento ed istituzioni
    politiche e ciò mentre sentiamo lo stimolo di un cambiamento radicale dell’intero sistema. È vero che l‟Italia cresce e mal
    si adatta agli schemi angusti del passato. (…) La mia richiesta non è di
    mettere in stato di accusa il nostro Paese, che amo nella sua intensa
    bellezza e nella sua straordinaria vitalità, ma di impegnarsi, tutti, in modo
    che in un‟armonia feconda sia scongiurata la decadenza, siano affrontate
    le sfide del nostro tempo, sia assicurato al nostro popolo, nella concordia
    di intenti propria delle ore difficili, il suo avvenire di libertà, di benessere, di
    pace. Oggi l‟interessamento e la vigilanza devono essere più vivi che mai, per evitare quello che più da temere e che in regime di democrazia può
    bene avvenire,una deformazione faziosa  cioè del profondo sentimento e della volontà del popolo Italiano

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  • pontaga ha scritto il 21 luglio 2014 alle 21:02

    scusate se mi intrometto nel mondo dei grandi, ma ricordatevi che una delle cose fodamentali del cosorzio civile, cosa che viene ben ricordata dalla Costituzione è che le tasse si devono pagare, tutti i cittadinio devono contribuire in proporzione alle propie capacità xcontributive al funzionamento dello stato. E lo stato se ti chiede di pagare delle tasse è percheè tu hai guadagnato in proporzione. cewrto quando si ha un’attività si deve mettere in conto che pooi arrivano anche le tasse. Compito poi del cittadino è chiedere che vengano dati i servizi. Certo che se non si accettano queste regole non so che dire…. certo che se vogliamo diventare un PAESE CIVILE degno ti tale nome allora PAGHIAMO TUTTI PER PAGARE MENO:

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  • Kiccan ha scritto il 21 luglio 2014 alle 21:11

    pensate che bello un paese dove non si pagano le tasse, però lo stato ci da i contributi per ricostruire le nostre case terremotate, ci garantisce l’istruzzione di di qualità e ci da il reddito di cittadinanza o i contributi per inventarci imprenditori…. Ma dove li prendera mai uno stato così i soldi per fare ciò? ed altra domanda uno stato così sarebbe civile e progredito? Peroò ho paura che se per caso devo andare all’ospedale per qualche motivo…o la mia carta di credito funziona bene o mi lasciano lì… a riflettere…che bel paese. Percià LE Tasse SI PAGANO Ev SE lE PAGHIAMO TUTTI SI PAGA MENO.

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  • Kiccan ha scritto il 21 luglio 2014 alle 21:22

    certo che se questi sono gli imprenditori del nuovo comune creato dalal fusione, l avedo dura la vita del nuovo ente. Come potra mai chiedere a questi di pagare le tasse locali.

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