Economia e Lavoro
21 Agosto 2012
Nel Frutteto Dimostrativo-Sperimentale della Fondazione Navarra sarà possibile toccare con mano i primi risultati del progetto Ager

Innovapero: Ferrara al top della ricerca agroalimentare

di Redazione | 3 min

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di Daniele Oppo

Ferrara. Nella sede della Fondazione Carife è stata presentata la ‘Terza Giornata della Regina’ che si terrà giovedì 23 agosto dalle ore 9 alle ore 12 a Malborghetto di Boara, presso il Frutteto Dimostrativo-Sperimentale della Fondazione Navarra, dove agricoltori, tecnici e istituzioni potranno toccare con mano i risultati ottenuti dai ricercatori del progetto Ager Innovapero.

L’Emilia Romagna produce circa il 65% delle pere italiane. La varietà più coltivata è Abate Fetél –considerata la “regina” delle pere-  con il 77% della produzione di cui il 43% proviene dai frutteti ferraresi. Il capoluogo estense vanta più di dieci mila ettari coltivati a pero con una produzione di 2 milioni 916 mila quintali che rappresentano più di un quarto della produzione di pere in Italia. «È una piccola Mirafiori da difendere», ha detto Pier Carlo Scaramagli, presidente della Fondazione Navarra e vice presidente della Fondazione Carife, una delle tredici Fondazioni bancarie che attraverso Ager (Agroalimentare e Ricerca) si sono date l’obiettivo di sostenere la ricerca agroalimentare italiana.

In questo conteso, in cui è importante rimanere competitivi, si inserisce il progetto di ricerca triennale Ager-Innovapero, finanziato con tre milioni e mezzo di euro, seicento mila dei quali provengono dalla Fondazione Carife e partito nel 2010,  a cui partecipano più di quaranta ricercatori appartenenti a otto Istituti di ricerca e sperimentazione. Fra questi spiccano l’Università di Ferrara -con il polo Terra&Acqua Tech- e la Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra che conducono più del 50% delle sperimentazioni di campo , eseguite proprio nei frutteti della Fondazione Navarra.

Quattro gli obiettivi perseguiti attraverso dieci linee di ricerca, coordinate dal Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Bologna. Si comincia dalla sostenibilità ambientale,  perseguita cercando di diminuire o azzerare l’utilizzo di pesticidi e sostanze chimiche che lasciano residui, sostituendoli con molecole biocompatibili e con l’utilizzo di apposite reti da adagiare sopra le colture per evitare l’annidamento dei parassiti (in particolare la carpocapsa). Si passa all’ottimizzazione delle tecniche colturali, studiando in particolare i sistemi di irrigazione adatti a diverse combinazioni di innesto e alla densità di impianto. Si arriva infine a studiare migliori tecniche di maturazione e conservazione delle pere.

Giovedì 23 agosto, presso il Frutteto Dimostrativo-Sperimentale della Fondazione Navarra, sarà possibile vedere e toccare con mano alcuni dei risultati già ottenuti dai ricercatori. Si partirà con un aggiornamento sulla lotta alla psilla, un insetto particolarmente problematico per le aziende agricole e poi verranno allestiti tre punti informativi: uno sull’irrigazione, uno sul sistema di reti a difesa dalla carpocapsa («Funziona un po’ come una zanzariera» ha dichiarato Fabio Galli della Fondazione Navarra) e uno in cui si potranno vedere le risposte produttive degli impianti di Abate Fetél in funzione di diverse tecniche colturali.

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