Bosco Mesola. Sei mezzi coinvolti, sette feriti e due morti. E’ il tragico bilancio del disastroso incidente di questo pomeriggio lungo la statale 309. Le vittime sono due dipendenti del Cadf di Codigoro. Stavano andando al lavoro e sono rimasti schiacciati nel maxi-tamponamento che ha ridotto la Romea a un groviglio di lamiere, sangue e benzina. Erano passate da poco le 14 quando tre auto erano ferme al semaforo all’incrocio in prossimità di Bosco Mesola.
In quel momento arrivano un autoarticolato e un furgoncino del Cadf con a bordo due dipendenti del Consorzio Acque Delta Ferrarese, Stefano Vecchiattini, 27 anni, di Codigoro e Fabrizio Mantovani, 49 anni, di Jolanda di Savoia. Non si sa se le due vetture erano già ferme o stavano rallentando. Fatto sta che – secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti cui toccherà accertare eventuali responsabilità – alle loro spalle è arrivato un tir condotto da un camionista di 58 anni, residente in provincia di Chieti, che ha tamponato violentemente il furgoncino fino a schiacciarlo contro il camion che lo precedeva. L’ultimo mezzo pesante è finito a sua volta contro le tre auto davanti.
L’impatto è stato devastante e non c’è stata speranza per i due occupanti, morti sul colpo. Sul posto sono giunti gli uomini della polizia stradale, che si sono occupati dei rilievi e della ricostruzione della dinamica del tragico incidente, insieme ai vigili del fuoco del distaccamento di Codigoro che hanno dovuto estrarre i corpi dall’abitacolo e a due ambulanze del 118.
Il conducente dell’ultimo tir è rimasto ferito in modo grave (ma non è in pericolo di vita), mentre l’autista del camion che precedeva il furgone, un uomo residente in provincia di Ancona, ha riportato solo lievi traumi.
Entrambi sono stati portati all’ospedale del Delta dal personale sanitario.
Nella terribile carambola sono rimaste contuse anche tre persone a bordo di un pick up fermo al semaforo, tutti residenti in provincia di Rovigo. Alcuni degli automobilisti coinvolti, feriti lievemente, sono riusciti a raggiungere Valle Oppio con mezzi propri.
La statale è rimasta chiusa tutto il pomeriggio per un tratto di circa un chilometro, con il traffico deviato lungo una via interna parallela.
Solo in serata, terminata la messa in sicurezza della carreggiata, il traffico ha potuto riprendere il suo normale corso lungo l’arteria stradale considerata una delle più a rischio d’Italia, per il suo alto numero di incidenti.
Incidenti troppo spesso mortali.
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