Avrebbe approfittato del duplicato delle chiavi di casa che le erano state date per aiutare una coppia di coniugi 90enni nelle faccende domestiche, intrufolandosi – di notte, mentre i due erano a letto – nell’abitazione e rubare carte di pagamento e gioielli preziosi, intascandosi quasi 20.000 euro
Botte fuori scuola. “Disagio generalizzato, serve empatia anche per il bullo”
Parla lo psicologo scolastico Giovanni Meloncelli: “Serve anche un supporto alla genitorialità. Forse nemmeno i genitori si sono accorti del disagio che stavano attraversando i loro figli”
Fermato per un controllo, finisce in manette per droga
Gli hanno trovato oltre un etto di droga in casa e lo hanno arrestato. È quanto accaduto a Longastrino, nel territorio comunale di Argenta, dove un 45enne di nazionalità italiana – incensurato – è finito in manette con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio
Inganno del finto carabiniere, condannato truffatore trasfertista
Era finito in manette per aver tentato la truffa del finto carabiniere – senza riuscirci – ai danni di una signora di Argenta che, poco tempo prima, era stata vittima dello stesso inganno
Fiera bis. Tagliani e Modonesi chiariscono la loro posizione
È tornata in aula ieri mattina (lunedì 10 febbraio) l’udienza preliminare del processo Fiera bis, quando – davanti al gup Andrea Migliorelli del tribunale di Ferrara – sono stati interrogati l’ex sindaco Tiziano Tagliani, l’ex assessore Aldo Modonesi e il progettista e direttore dei lavori Davide Grandis
Picchiato per una sigaretta. “Gli disse che non era una tabaccheria”
Gli avrebbe detto “non sono una tabaccheria” prima di dare vita a una discussione e aggredirlo – aiutato dal branco – con spinte, pugni al volto e calci alle gambe che lo costrinsero al ricovero in ospedale, per la sola ‘colpa’ di avergli chiesto una sigaretta
Abusi in parrocchia. A giudizio il vescovo che coprì don Rugolo
Si aggiunge un nuovo tassello alla vicenda giudiziaria di don Giuseppe Rugolo, il prete che fu arrestato il 21 aprile 2021 a Ferrara e che – lo scorso 5 marzo – è stato condannato in primo grado dal tribunale di Enna a quattro anni e sei mesi di carcere per violenza sessuale aggravata a danno di minori
Morì sul lavoro. Cgil, Si Cobas e Anmil parti civili per Yaya
Nel processo per la morte di Yaya Yafa, il lavoratore 22enne della Guinea Bissau – residente a Ferrara – che nell’ottobre 2021 morì sul lavoro all’Interporto di Bologna, insieme ai familiari del giovane, saranno parti civili anche i sindacati Cgil e Si Cobas, oltre all’Anmil, l’Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro)






