Non conformità progettuali, opere non aderenti al progetto iniziale e alcune di queste anche in maniera elevata e grave, al punto da non potersi ritenere tollerabili. E, ancora, mancanze da parte della direzione dei lavori, della Tassi e nel collaudo almeno della gradinata Nord.
Ha confermato quanto già aveva evidenziato con la super-perizia, il professor Bernardino Chiaia, il super-perito nominato dal tribunale per eseguire un’analisi sulla conformità dei lavori di adeguamento dello stadio Paolo Mazza di Ferrara eseguiti nel 2018 per permettere alla Spal di giocare in casa nel rispetto delle norme per la Serie A.
L’udienza si è tenuta ieri (lunedì 19 dicembre) e, davanti al gup Andrea Migliorelli, Chiaia ha ribadito che ci sono stati degli errori sia nella progettazione che nell’esecuzione dei lavori.
Quelli più evidenti risultano essere stati poi corretti, per poter così garantire la sicurezza necessaria, dopo le segnalazioni del consulente della procura in un primo intervento, per nulla risolutivo, e soprattutto con quello decisivo affidato dal nuovo presidente biancazzurro Joe Tacopina alle cure del professor Gian Michele Calvi.
Nelle 89 pagine di cui è composta la perizia, Chiaia aveva individuato nove criticità progettuali, solo quattro delle quali vengono però dichiarate non conformi alla normativa di riferimento: gli arcarecci di copertura, i correnti inferiori delle reticolari di copertura, le imbottiture dei diagonali non a contatto e uno dei giunti.
I lavori, lo ricordiamo, vennero contestati dalla procura di Ferrara – pm Barbara Cavallo – sulla base della consulenza del professor Pellegrino, che portò a ben due sequestri (anche se di diversa natura e con fini differenti) delle strutture e all’attuale imputazione per nove persone tra costruttori, direttore dei lavori e collaudatori, accusate a vario titolo di frode nelle pubbliche forniture e falso in atto pubblico.
Dopo circa cinque ore, il gup Migliorelli ha rinviato alla prossima udienza, fissata per il 17 febbraio. In quella data, le parti coinvolte nel processo decideranno se proseguire con l’udienza preliminare o scegliere riti alternativi.
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