Cronaca
19 Aprile 2026
La procura ha indagato dieci persone tra medici e infermieri. Stuolo di consulenti per l'autopsia

Entra in clinica per esami di routine e muore dopo 8 giorni

di Redazione | 2 min

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È entrato in buona salute nella clinica e dopo otto giorni è morto. I famigliari di un uomo di 88 anni vogliono vederci chiaro e sapere se nel decesso del loro congiunto ha avuto anche solo una piccola responsabilità l’equipe medica e infermieristica che lo ha preso in carico.

Tutto parte dal 7 marzo, quando l’uomo viene portato all’ospedale del Delta di Lagosanto per un controllo geriatrico di routine. Qui viene consigliato il ricovero per poter svolgere tutti gli esami del caso.

Il ricovero avviene in una struttura privata ferrarese, dove il 15 marzo il paziente, che non presentava particolari patologie particolari, accusa improvvisamente un arresto cardiaco e muore.

Per quel decesso, dopo la richiesta di indagini da parte della famiglia, la procura ha indagato come atto dovuto dieci persone, tra medici e infermieri.

Ieri (sabato 18 aprile) il pm Andrea Maggioni ha conferito l’incarico a Sindi Visentin, medico legale, che avrà 60 giorni di tempo per capire dall’autopsia le cause della morte dell’88enne.

A rappresentare le difese ci sono Andrea Martinelli del foro di Bologna, Domenico Valente del foro di Lecce, Gianni Ricciuti, Marco Linguerri, Gian Luigi Pieraccini e Guido Menarini del foto di Ferrara.

L’avvocata Fiorella Shane Arveda che assiste come parti offese la moglie e la nipote, ha incaricato una propria consulente di parte, la dottoressa Valentina Bugelli dell’Università di Parma, per assistere alle operazioni autoptiche.

Martinelli, che assiste quattro indagati, ha nominato l’anatomo patologo Roberto Agosti. Ricciuti ha nominato Mauro Martini del Centro di Medicina di Ferrara. Pieraccini ha nominato Matteo Tudini della Medicina Legale di Bologna. Linguerri si è affidato a Lorenzo Marinelli.

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