Gio 17 Feb 2022 - 1913 visite
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Lavori allo Stadio ‘Mazza’, la procura chiede il processo per nove

Depositata la richiesta di rinvio a giudizio. Costruttori e tecnici accusati a vario titolo di frode nelle pubbliche forniture e falso in atto pubblico

La procura di Ferrara ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e nove gli indagati rimasti nell’indagine sui lavori di ristrutturazione e adeguamento ai requisiti della Serie A eseguiti nel 2018 allo stadio Paolo Mazza.

I nove sono accusati a vario titolo di frode nelle pubbliche forniture e falso in atto pubblico per i lavori eseguiti nella Tribuna Nord e nella Curva Est, strutture finite sotto sequestro per due volte e poi liberate dopo che la Spal – che in questo procedimento è parte offesa – ha deciso di far eseguire i lavori di messa in sicurezza chiesti dal consulente della procura, il prof Carlo Pellegrino.

La richiesta è stata depositata nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari, si attende ora la fissazione dell’udienza.

Nello scorso mese di giugno la sostituta procuratrice Barbara Cavallo aveva chiuso le indagini per frode nelle pubbliche forniture a carico di Giuseppe Tassi della Tassi Group, azienda capofila dell’appalto, nonché sponsor della Spal; Giampaolo Lunardelli della Gielle Srl; Claudio Di Sarno (Panizzi Engineering, solo per la Est) e del progettista e direttore dei lavori Lorenzo Travagli. E mentre quattro posizioni vennero archiviate, l’indagine si ampliò coinvolgendo altri imprenditori: Lucio Coccolo, legale rappresentante della PM Group Srl, azienda dichiarata fallita nel 2019; Domenico Di Puorto e Adelino Sebastianutti, ritenuti amministratori di fatto sia della Gielle Srl che della stessa PM Group: le imprese avrebbero eseguito i lavori in subappalto sia nella Tribuna Nord che nella Curva Est.

Sulla base delle consulenze tecniche di Pellegrino, redatte dopo un sequestro probatorio, sopralluoghi e prove di carico, tutti avrebbero concorso nel realizzare i lavori in maniera difforme alle norme tecniche e ai regolamenti, come evidenzierebbero le anomalie riscontrate.

Ai collaudatori Fabrizio Chiogna e Alessio Colombi è contestato il reato di falso commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, per aver attestato, rispettivamente per la Curva Est e per la Tribuna Nord, la conformità dei lavori nonostante, secondo la procura, le numerose evidenze che avrebbero dovuto portare i tecnici ad altre determinazioni. La stessa accusa, per entrambe le strutture, viene mossa al progettista e direttore dei lavori Travagli.

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