Ven 9 Dic 2022 - 424 visite
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In municipio torna il presepe donato dal ferrarese Travagli

Tutto è ricostruito con cura dei dettagli e ricreando un paesaggio innevato. L'appassionato presepista: "C'è l'atmosfera dei borghi di campagna di una volta"

Un presepe “legato a un tempo che sta scomparendo, di quando ero bambino, ai ricordi dei giochi sulla neve, alla voglia di correre sotto i fiocchi, alle cadute sul ghiaccio e al desiderio di rialzarsi e riprendere a divertirsi”.

Con questa ispirazione, intrisa di “quell’atmosfera dei borghi di campagna, di una volta”, Paolo Travagli, appassionato presepista e noto commerciante cittadino, quest’anno è tornato – per il quarto anno – a donare alla città il proprio presepe.

In questi giorni ha lavorato, nel salone di ingresso di palazzo Municipale, per realizzare un’installazione finemente lavorata: le vecchie case di campagna con muratura a vista, gli attrezzi contadini, il trasporto delle fascine, le lanterne, i viottoli attraversati anche dagli animali, gli archi in pietra, il pozzo, i portali in legno, le anfore, i vasi in terracotta. Tutto ricostruito con cura dei dettagli e ricreando un paesaggio innevato.

“In un mondo che vive di ritmi frenetici il presepe deve essere un momento per fermarsi, per provare serenità, per riflettere”, dice l’artista, la cui passione nasce da bambino, “da quando mi divertivo a comporre creazioni natalizie con il materiale che avevo a disposizione, il muschio dei fossi, la legna, su una credenza”.

Oggi di anni ne ha quasi 70, la sua tecnica e i materiali si sono di molto evoluti, ma la passione è sempre quella e l’obiettivo pure: “Realizzare ambientazioni realistiche, che regalino una sensazione di tranquillità; l’idea, concreta e immediatamente percepibile, delle cose di una volta”.

“Ringrazio Paolo Travagli per questo dono che – anche quest’anno – ha fatto alla città, che invito a venire a vedere perché suggestivo e di grandissima qualità. Si vede la mano dell’artista e la passione che infonde nel lavoro”, dice il sindaco Alan Fabbri.

“Mi congratulo con lui per la capacità che, anche questa volta, ha dimostrato nel ricostruire mondi lontani nel tempo ma che riesce a portare vicino a noi, grazie all’abilità, all’ispirazione, all’esperienza e all’amore per il presepe, che è parte fondamentale della nostra storia, simbolo e cuore della nostra cultura e identità profonda”.

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