Gio 29 Set 2022 - 2352 visite
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‘Internazionale a Ferrara’: 110 eventi e 200 ospiti per la sedicesima edizione

L’Italia post-elezioni, il Brasile al voto, l’impatto della guerra in Ucraina: presentato il ricco programma del festival del giornalismo che si svolgerà dal 30 settembre al 2 ottobre

di Lucia Bianchini

Torna per il sedicesimo anno il festival ‘Internazionale a Ferrara’ che per tre giorni, da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre, porterà a Ferrara eventi e ospiti da tutto il mondo.

“Credo che Internazionale – spiega Marco Gulinelli, assessore alla cultura – rappresenti una preziosissima opportunità di conoscenza, comprensione e approfondimento della nostra realtà e del futuro che attende noi e le future generazioni. Negli anni Internazionale è diventato uno spazio di discussione, confronto e grande comunità tra le persone, soprattutto giovani, oltre ad essere un arricchimento per il tessuto sociale di Ferrara, e questo ci spinge a lavorare sempre di più per questa manifestazione”.

“Internazionale è una finestra sul mondo – secondo Gianni Michele Padovani, presidente della Provincia di Ferrara -. Il programma è straordinariamente ricco di incontri sui temi che maggiormente si presentano come sfide cruciali del nostro tempo. Senza sapere, senza memoria, una comunità è esposta al pericolo di compiere gli stessi errori. Internazionale è un’occasione e un contributo per generare conoscenza, attenzione, spirito critico, per ridurre le distanze e le differenze di un mondo sempre più diseguale”.

Come sottolinea Chiara Nielsen, direttrice del festival e vicedirettrice del settimanale, “il tema della pace attraverserà in maniera trasversale buona parte del programma, con la guerra in Ucraina, ma anche con crisi alimentare, energetica, cambiamento degli assetti politici in Asia, crisi in Medio Oriente vista dall’Unione europea. Ci sarà il consueto appuntamento con commentatori stranieri per discutere dei risultati delle elezioni italiane, parlando di Paese ed economia reale, casa e lavoro. Si toccherà anche la situazione dell’Iran in modo laterale con artisti e scrittori, e anche temi delicati del dibattito pubblico: aborto, legalizzazione della cannabis, parlando con persone di altri Paesi che racconteranno cosa è successo da loro e se c’è una strada percorribile anche qui, migranti, diritti Lgbtq+”.

L’anteprima si terrà il 29 settembre in sala Estense con il documentario di Nanni Moretti ‘La cosa’, un’intervista in presa diretta con tesserati e simpatizzanti del Pci nel momento del cambiamento. “Ci è sembrato interessante perché è un momento essenziale per la sinistra italiana”, spiega Nielsen.

Ci saranno, come di consueto, il programma per bambini a casa Niccolini, le rassegne di audiodocumentari, mondovisioni, spettacoli, libri, mostre. La rubrica di ‘Essenziale’ ‘Pranzo con…’ sarà riproposta dal vivo, con Zuzula, autrice di fumetti, Federico Grazzini, meteorologo, Leonardo Caffo, filosofo antispecista con cui si parlerà di veganesimo e del perché mettiamo ‘il gatto sul cuscino e il maiale nel panino’.

Per la sedicesima edizione di Internazionale saranno a Ferrara 200 ospiti, 110 incontri, 15 location a capienza piena, 12.710 i tagliandi che saranno distribuiti al pubblico. Tra i tanti eventi in programma si discuterà di diritti civili con protagonisti di primo piano: Jonathan Hiltz, giornalista e autore canadese esperto del tema della legalizzazione della cannabis; Désirée Attard, avvocata e attivista di Malta che si è occupata di depenalizzazione della cannabis, matrimonio egualitario, diritto all’aborto. Ancora, si ascolteranno le voci degli attivisti, come quella del portavoce del Gay Center Pietro Turano, di Unastorta, attivista intersezionale che si occupa dei diritti delle persone con disabilità, dell’attivista transfemminista Isabella Borrelli e della portavoce di Fridays for future Catania Alice Quattrocchi. E poi Stella Nyanzi, accademica, poeta e attivista ugandese, borsista del programma Writers-in-Exile del Pen Zentrum Deutschland in Germania; Selly Thiam, giornalista senegalese-americana, filmmaker e radio producer, autrice del podcast AfroQueer; Barrack Rima, fumettista, regista e artista queer libanese.

“Il Festival – come sottolinea Laura Ramaciotti, rettrice dell’Università di Ferrara – rappresenta una collaborazione solida, duratura e di valore per la nostra Università come per tutta la città di Ferrara e le sue realtà. È anche un appuntamento che ci permette, visto che si svolge proprio negli stessi giorni in cui le nostre studentesse e i nostri studenti tornano nelle aule, di accoglierli con una eccezionale opportunità di riflessione sui grandi temi dell’attualità, a tutto tondo, e direttamente da voci tra le più autorevoli del panorama italiano e internazionale”.

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