Politica
20 Settembre 2022
Il capogruppo del M5S 'rivendica' la nascita del nuovo punto in corso Giovecca: "Lo avevamo chiesto sin dalla scelta scellerata di portare l'ospedale a Cona. Fabbri ha sicuramente dato una spinta importante, ma noi l'abbiamo data a lui"

Ambulatorio a bassa complessità, Mantovani (M5S): “Ci davano dei pazzoidi, ma avevamo ragione noi”

di Davide Soattin | 2 min

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(foto Giori)

Una “novità fondamentale per la sanità a Ferrara”. È con questa convinzione che Tommaso Mantovani, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, accoglie la scelta delle direzioni sanitarie di Ausl e di AouFe di istituire un ambulatorio a bassa complessità, all’interno della casa della comunità Cittadella San Rocco, a partire dal prossimo 26 settembre.

“Ci hanno stigmatizzati, ridicolizzati e derisi, considerandoci sognatori e pazzoidi a cui era chiesto di tenere i piedi per terra – afferma Mantovani – ma, sin dalla scelta scellerata di costruire un ospedale a Cona, abbiamo chiesto di potenziare gli ambulatori in corso Giovecca. Lo abbiamo riproposto anche nel nostro programma elettorale del 2019, quando avevamo avanzato l’idea di creare un punto bianco, in cui affrontare le urgenze differibili per decongestionare Cona“.

Addirittura – racconta il consigliere pentastellato – al momento del ballottaggio c’era stato un incontro per sottolineare la necessità di intervenire in questo senso con Aldo Modonesi – candidato Pd – e Alan Fabbri, che oggi rivendica come sua l’indicazione che arriva dall’assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna.

“Ci fa piacere – spiega – che il sindaco abbia recepito la nostra richiesta, anche perché io nel loro programma non l’ho vista, mentre il Pd ci ha proprio combattuto su questa idea. Anzi, una volta facemmo un incontro con la Cgil a Spazio Grisù e tanti ci inveirono contro per questa proposta perché dicevano essere irrealizzabile. In realtà vediamo che si sono ricreduti. Siamo felici Fabbri sia stato di parola, ma non era affatto scontato. Lui ha sicuramente dato una spinta importante, dopo che noi l’abbiamo data a lui”.

Ora, per Mantovani, la speranza è quella di non fermarsi qui: “L’obiettivo attuale è evitare code infinite al Sant’Anna, ma sappiamo che con le risorse del Pnrr si potranno avere sia un ambulatorio a bassa complessità che una casa di comunità vera e propria per l’assistenza di prossimità e addirittura domiciliare. Dopo la follia dei miliardi di tagli alla sanità pubblica, finalmente vediamo un’inversione di rotta, nel segno di una presa di coscienza da parte della gestione della sanità regionale e provinciale. Oggi possiamo dire che, tra pandemia e urgenza personale, ci si è resi conto della necessità di tutto ciò. È la lezione del Covid che, nella tragedia, ha saputo dare un risvolto più positivo possibile“.

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