Incendio grattacielo: anche la Torre A sarà interdetta
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
La Procura di Ferrara ha aperto un'inchiesta per omicidio stradale in seguito alla morte del 90enne Luciano Cocchi, deceduto lo scorso 13 gennaio all'ospedale Sant'Anna, dopo 847 giorni di ricovero
Prima udienza preliminare ieri (mercoledì 14 gennaio) mattina per l'inchiesta nata dopo le morti di Cosmin Robert Pricopi e Costin Yonel, i due operai rumeni di 20 e 50 anni, che persero la vita nel tragico incidente sul lavoro all'interno del Polo Crispa di Jolanda di Savoia
"Non hanno alcuna giustificazione le pesanti richieste di condanna avanzate dall'accusa". Parte da qui l'arringa difensiva di Mario Di Giovanni, legale dei vertici amministrativi e operativi della Cooperativa Agricola Bidente di Forlì-Cesena, finiti a processo - con altri tre - per il presunto caso di sfruttamento di manodopera di lavoratori stranieri durante le operazioni di bonifica dal focolaio di aviaria all'Eurovo di Codigoro
Infortunio sul lavoro alla Kastamonu di via Romea a Pomposa, dove un operaio italiano di 53 anni - dipendente di una ditta esterna - è stato ferito gravemente a una gamba, a seguito di uno schiacciamento accidentalmente provocato da una pala meccanica guidata da un collega

Leonardo Riberti
La procura di Bologna ha deciso di effettuare l’autopsia sul corpo di Leonardo Riberti, il 21enne deceduto nelle prime ore del mattino del 21 giugno dopo una caduta da una finestra – forse – dell’ospedale Maggiore di Bologna, dove era ricoverato a seguito di un intervento chirurgico.
Il padre – assistito dall’avvocato Fabio Anselmo – aveva presentato un esposto per far luce sull’accaduto, non credendo nell’ipotesi del suicidio, anche perché il giovane soffriva di problemi psichiatrici e, almeno da quanto emerso finora, non sembra che l’ospedale avesse attivato un sistema di sorveglianza adeguato. L’ipotesi alternativa è quella di una caduta accidentale, magari dopo un tentativo di fuga, che sarebbe stato il secondo episodio nella stessa notte del 21 giugno.
Il 21enne era stato portato a Bologna per effettuare un’operazione di disostruzione dell’esofago, dopo che aveva ingerito una pedina di un gioco da tavolo mentre era ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Cona, a seguito di un episodio psichiatrico.
Inizialmente la procura, che ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di omicidio colposo, aveva scartato l’ipotesi di effettuare l’autopsia, procedendo al contempo con il sequestro delle cartelle cliniche. Ora ha poi cambiato idea, probabilmente aiutata in questo dalla consulenza redatta dal professor Mariano Cingolani, medico legale assunto dalla famiglia per eseguire un esame esteriore – sulla documentazione fotografica – del corpo di Leonardo Riberti, in cui si evidenzia la possibilità che alcune escoriazioni sul braccio siano compatibili con un tentativo di proteggersi da parte del 21enne durante la caduta. Il medico legale propone però che vengano effettuati esami più approfonditi, anche in merito agli organi interni.
L’incarico verrà affidato il pomeriggio del 4 luglio, il pm Luca Alfredo Davide Venturi ha nominato come medico legale la professoressa Margherita Neri dell’Istituto di medicina legale di Ferrara.
Per la famiglia – che tramite l’avvocato Anlsemo ha presentato una memoria al pm – ci sono molti motivi per ritenere che il giovane Riberti non sia caduto da una finestra, bensì vi si sia calato, per poi percorrere un tratto delle strutture prospicienti fino a una struttura metallica. Forse, secondo questa tesi, si sarebbe calato anche da quella, verso una grata più in basso e da lì sarebbe effettivamente caduto, purtroppo fatalmente. Una dinamica che la procura ora dovrà verificare.
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