Sab 14 Mag 2022 - 1085 visite
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Caso Ziosi. Tosi (Coni) chiede chiarezza: “Quanto successo non ha nulla a che fare con lo sport”

Il numero uno dello sport ferrarese condanna l'aggressione a Stefania Puddu. Su quanto accaduto c'è anche una mozione del Partito Democratico a firma Francesco Colaiacovo

“Quanto successo non ha nulla a che fare con lo sport“. È una ferma condanna verso l’aggressione della consigliera Annalena Ziosi ai danni di Stefania Puddu, allenatrice della Pallamano Ariosto, quella che arriva da Ruggero Tosi, delegato provinciale del Coni di Ferrara.

“Le nostre famiglie possono e debbono continuare a vedere il nostro mondo per quello che è e cioè un luogo sano dove viene insegnato il rispetto e il fair-play in quanto valori che lo sport ha nel suo Dna” spiega il numero uno dello sport ferrarese, ritornando sul post-partita infuocato al Palaboschetto.

“Le nostre ragazze e i nostri ragazzi – aggiunge Tosi – hanno bisogno come il pane di esempi positivi a cui ispirarsi perciò chiedo a tutti coloro che hanno incarichi tecnici o dirigenziali di sentirsi addosso la responsabilità di dover veicolare i valori dello sport nel migliore dei modi, onorando la maglia e la divisa delle società in cui operano, coltivando e praticando il rispetto reciproco”.

In tal senso, l’appello del delegato provinciale Coni è quello per cui sia fatta chiarezza: “Auspico che venga fatta piena luce sul fatto, anche in termini di responsabilità oggettive, affinché la federazione di appartenenza possa prendere i provvedimenti più opportuni per l’onorabilità dello sport in generale ma anche perché tengo a far sapere che, per noi, trasparenza e giustizia, altro valore che chi fa sport accetta ed esige dagli altri e da se stesso, sono temi imprescindibili per chi vuole operare in questo settore educativo e valoriale della società”.

Su quanto accaduto domenica scorsa (8 maggio) poco dopo il termine del derby tra le Under 17 maschili di Handball Estense e Pallamano Ariosto, è intervenuto anche Francesco Colaiacovo, capogruppo del Partito Democratico, con una mozione in cui si fa riferimento alla Carta dei comportamenti educativi nello Sport, approvata, con 30 voti favorevoli e un solo astenuto, dal Consiglio comunale di Ferrara nella seduta del 4 luglio 2011.

Un documento – spiega l’esponente Pd – in cui “le federazioni sportive, gli enti di promozione sportiva e le associazioni sportive dilettantistiche di Ferrara che operano con bambini e ragazzi negli impianti sportivi e negli spazi di proprietà comunale si impegnano ad operare affinchè venga promossa una cultura globale della non violenza come valore etico” e attraverso cui “venga rimossa ogni violenza dal linguaggio nello sport, sia da parte dei giovani, sia da parte degli allenatori, sia da parte del pubblico, prima durante e dopo le manifestazioni sportive”.

Ma non solo. Nella Carta è presente anche l’impegno ad “operare affinchè venga rimossa ogni violenza psichica nella pratica sportiva e siano considerati riprovevoli e vengano sanzionati dalle stesse associazioni sportive tutti i comportamenti violenti degli atleti durante le manifestazioni sportive”, oltre che la necessità didiffondere e promuovere il rispetto dei compagni e, soprattutto, per gli avversari
affinchè il comportamento in gara sia comunque e sempre un esempio anche per la vita”.

“La Carta dei comportamenti educativi nello sport, è parte integrante delle convenzioni per la gestione dell’impiantistica sportiva di proprietà comunale, quale valore educativo” spiega Francesco Colaiacovo, che poi ricorda come “tutte le federazioni sportive, gli enti di promozione sportiva, associazioni sportive che hanno in gestione o in concessione l’uso di spazi sportivi attrezzati, palestre, aderiscono agli impegni assunti dal Consiglio Comunale”.

A tal proposito, il capogruppo del Partito Democratico impegna il sindaco Alan Fabbri e la giunta ad “accertare se nel caso in specie c’è stata la violazione della Carta dei comportamenti educativi nello Sport e nel caso assumere tutte le azioni necessarie a sanzionare tale violazione“, ma anche a “vigilare affinchè, almeno nelle strutture di proprietà del Comune non si verifichino comportamenti lesivi dei valori propri dello sport in violazione della Carta”.

 

 

 

 

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