Da Monet a Van Gogh a Kandinskij: ai Diamanti il viaggio nella modernità
La nuova mostra attraversa mezzo secolo di rivoluzioni artistiche, dall’en plein air all’astrazione. In esposizione anche Boldini, Bonzagni, Boccioni e i Macchiaioli
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Dal 26 settembre al 4 ottobre la Sala Mostre del Liceo Artistico Dosso Dossi ospita una serie inedita dedicata alla città moderna e all’Addizione Contini. L’esposizione rientra nella sezione “Intanto a Ferrara” del Festival di Internazionale
Un’escursione in bicicletta per conoscere le testimonianze della Seconda guerra mondiale ancora presenti a Porto Garibaldi
Tra il 25 settembre e il 24 ottobre la seconda edizione della rassegna diffusa ideata e organizzata da Officina Teatrale A_ctuar. Tra gli ospiti Wu Ming 1 e Melologos, Campsirago Residenza e Natalia Abbascià. Il 27 settembre “La memoria dell’acqua” partecipa ad Atlante delle Rive ideato da Marco Paolini
Sabato 19 settembre al centro sociale Il Parco un’intera giornata tra danze, testimonianze, musica e solidarietà. Il ricavato del mercatino sarà devoluto all’associazione “Linea d’ombra”
“Non autorizziamo la collaborazione dei nostri artisti con artisti e organizzatori del Paese aggressore. Non consideriamo possibile, in ogni caso, che artisti ucraini si esibiscano in lavori di autori russi. Questa è la nostra posizione e vi chiediamo di tenerla presente”.
È passo, il più significativo, della email invita il 5 aprile scorso al Teatro Comunale di Ferrara da parte di Petr Chupryna, direttore generale della Opera Nazionale Ucraina, per spingere a non mettere in scena il Lago dei cigni dell’autore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Un linguaggio formale, da istituzione a istituzione, che è diventato non più bypassabile quando – secondo quanto Estense.com è riuscito ad apprendere – si sono aggiunte pressioni ben più consistenti e personali sugli stessi artisti appartenenti all’Ukrainian Classical Ballet, in questi giorni impegnati in un tour a favore del loro Stato in vari teatri italiani, primo tra i quali quello ferrarese: telefonate con l’avvertimento di essere considerati traditori e la minaccia dell’incarcerazione.
Pressioni e minacce che hanno portato la direzione del Comunale ad accettare il cambio di programma, salvare lo spettacolo e il suo senso più profondo, pur non rinunciando a evidenziare, come ha fatto il direttore artistico Marcello Corvino, che “la cultura russa è patrimonio dell’umanità e non del governo russo’ e che “la cultura deve unire, costruire ponti tra popoli, non dividere”.
La rappresentazione de Il lago dei cigni sia stato cancellato anche negli eventi di Napoli e Lonigo (provincia di Vicenza). Proprio in questa occasione, la presenza di minacce è confermata dagli stessi membri del Classical Ballet. La direttrice artistica Natalia Iordanov ha raccontato al Corriere della Sera che “molti ballerini sono scoppiati in lacrime per il timore di perdere il lavoro o, peggio ancora, di finire in prigione”, perché le direzioni delle rispettive compagnie, hanno detto loro che “visto che la Russia sta compiendo un vero e proprio massacro, non potete mettere in scena le opere di autori russi, altrimenti saremo costretti a licenziarvi e potreste essere arrestati per tradimento. Ci hanno letteralmente minacciati”.
Sulla decisione del Governo ucraino è intervenuto anche il ministro della Cultura Dario Franceschini, intervenendo alla trasmissione Che tempo che fa: “Va tenuta la misura, abbiamo delle manifestazioni in cui è prevista una partecipazione ufficiale del governo russo e abbiamo detto no. Ma quando ci sono singoli artisti o addirittura rappresentazioni di artisti russi, che motivo c’è? Qui parliamo del governo russo, non di Russia”.
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