
(foto di Mikhail Logvinov)
Niente Lago dei cigni al Comunale, niente Čajkovskij. Questa sera al Teatro Comunale di Ferrara l’Ukrainian Classical Ballet eseguirà un programma che non contempla musica e autori russi. La guerra in Ucraina colpisce ancora con la censura l’arte e la cultura.
A render noto lo scempio è stato il Teatro sulla propria pagina Facebook: “Il governo ucraino ha recentemente imposto il divieto a tutti i suoi artisti di interpretare opere di autori russi”.
La direzione del Teatro Comunale di Ferrara sottolinea di non condivide il divieto. “La cultura russa è patrimonio dell’umanità – afferma il direttore artistico Marcello Corvino – e della cultura occidentale in particolare, non è emanazione del governo russo. La cultura deve unire, costruire ponti tra popoli, non dividere”.
Ma nonostante questa nostra divergenza di vedute con il Ministero della cultura ucraino, “per non esporre gli artisti ospiti del nostro Teatro a violazioni delle leggi emanate nel proprio Paese – aggiunge Corvino -, abbiamo condiviso con i danzatori ucraini l’idea di un cambio di programma”.
Questa sera, 9 aprile, quindi al posto de “Il lago dei cigni” di Pëtr Il’ič Čajkovskij, l’Ukrainian Classical Ballet eseguirà un’antologia di coreografie tratte da celebri balletti. Il titolo scelto per la serata è “Ukraina Gran Gala Ballet”.
Il programma prevede l’esecuzione delle coreografie dal repertorio della compagnia. Il primo tempo vedrà la “Chopiniana” di Frédéric Chopin. Il 2° tempo “Le Corsaire” (Pas de deux) di Adolphe Adam “La morte del cigno” di Camille Saint-Saëns, un duetto maschile dal balletto “Quatro” di Milko Lazar “Adagio Paquita” di Ludwig Minkus, “Radio and Juliet” dei Radiohead e Grand pas Don Quixote di Ludwig Minkus.
“Attenzione a non cadere nello stesso errore di quelle dittature che hanno cercato in tutti i modi di distruggere la cultura di altre nazioni per imporre la propria”. Interviene il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri.
“Pur continuando a sostenere l’Ucraina in questa folle guerra – spiega Fabbri – non condivido nel modo più assoluto la scelta del suo governo. Anche l’arte e la storia della Russia devono continuare ad essere parte del patrimonio universale, e come tali tramandate alle future generazioni. La cultura non deve avere né confini territoriali né politici”.
Il primo cittadino, nell’esprimere la propria vicinanza e i propri ringraziamenti al corpo di ballo dell’Ukrainian Classical Ballet, mette quindi in guardia dai rischi di un “atteggiamento censorio che, nel negare la libera espressione delle culture, rischia di sconfinare in pericolose derive, tipiche di regimi non certo liberali”.
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