Eventi e cultura
18 Settembre 2026
La nuova mostra attraversa mezzo secolo di rivoluzioni artistiche, dall’en plein air all’astrazione. In esposizione anche Boldini, Bonzagni, Boccioni e i Macchiaioli

Da Monet a Van Gogh a Kandinskij: ai Diamanti il viaggio nella modernità

di Redazione | 3 min

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“Proporre un filo conduttore sul tema della modernità” a cavallo tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo. È questo l’obiettivo nella nuova mostra che ospiterà Palazzo dei Diamanti: “Da Monet a Van Gogh a Kandinskij”. L’esposizione, curata da Vassilij Gusella e
dall’architetto Lucia Angelini, nonché visitabile fino al 10 gennaio 2027, nasce dalla collaborazione fra la Fondazione Ferrara Arte, il Comune, il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e l’Ambasciata dei Paesi Bassi in Italia con il patrocinio dell’Emilia-Romagna.

Oltre a Gusella e Angelini, hanno preso parte alla conferenza stampa anche Marco Gulinelli, assessore alla Cultura, Pietro Di Natale, direttore di Ferrara Arte, Vittorio Sgarbi, presidente di Ferrara Arte, Michael Stibbe, ambasciatore olandese, e Sandra Kisters, direttrice del Boijmans Van Beuningen.

In primis, Gulinelli ha preso la parola ringraziando gli attori coinvolti e illustrando alla stampa il tema della mostra. Da Monet a Van Gogh a Kandinskij vuole raccontare la “grande svolta” dell’arte europea dell’Ottocento, quando i pittori abbandonarono gli atelier per dipingere en plein air, ovvero all’aperto. Questo episodio, pur sembrando banale, rappresenta una rottura epocale che ebbe origine da alcuni pittori nel bosco francese di Fontainebleau, ai quali si ispirarono sia il movimento italiano dei Macchiaioli che quello francese dell’Impressionismo, i cui ideali furono portati avanti da Sisley, Gauguin e Van Gogh.

In seguito, il paesaggio naturale lasciò il posto alla società urbana fra caffè, cabaret e strade con le avanguardie primonovecentesche, per poi concludersi con la rappresentazione dello spazio come qualcosa di astratto con Kandinskij e Mondrian.

Invece Sgarbi sottolinea che la mostra permetterà al pubblico di conoscere anche quegli artisti italiani che provarono a rompere con la tradizione per inserirsi all’interno delle avanguardie europee, dimostrando come nel Belpaese ci fosse spazio anche per la sperimentazione di nuovi linguaggi pittorici.

Questo tema è ripreso anche dal curatore Gusella, il quale sottolinea come la corrente dei Macchiaioli, il pittore ferrarese Boldini, il centese Bonzagni e il gruppo futurista avessero sviluppato un proprio stile staccandosi dalla tradizione accademica. Grazie alla collaborazione fra enti pubblici e privati, secondo il parere di Gusella, è stato possibile offrire ai visitatori un’esperienza completa dell’arrivo della modernità nell’arte europea.

La mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinskij ospita nelle sale di Palazzo dei Diamanti numerosi e importanti artisti europei. Dalla Francia abbiamo Millet, Courbet, Monet, Gauguin, Boudin, Signac e Degas; invece dall’Italia ci sono Costa, Palizzi, Signorini, Fattori, Boldini, Segantini, Boccioni e Bonzagni, infine seguono gli olandesi Van Gogh, Weissenbruch, Gabriel e Piet Mondrian con l’aggiunta dello spagnolo Picasso e del franco-russo Kandinskij.

Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni dedicate alla rappresentazione dello spazio naturale, di quello urbano e di quello astratto. Per arricchire l’esperienza, seguendo il consiglio dello scrittore Proust, alcune sale presentano delle videoproiezioni, delle musiche e dei profumi affinché anche l’olfatto e l’udito siano partecipi di un vero e proprio viaggio nel tempo alla scoperta dell’arrivo della modernità nella pittura europea e italiana.

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