Vigarano
12 Febbraio 2022
Rigettato il ricorso per Cassazione, era una degli imputati ferraresi nella frode da 130 milioni di euro in cui era coinvolto anche Massimo Ciancimino (nel frattempo prescritto)

Maxi truffa dell’acciaio: condanna definitiva

di Daniele Oppo | 1 min

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(archivio)

Vigarano. È diventata definitiva la condanna a due anni e mezzo di reclusione per associazione a delinquere a carico di una delle imputate ferraresi nel processo sulla cosiddetta maxi truffa dell’acciaio che vide coinvolto, tra gli altri, a Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo e mafioso Vito Ciancimino.

Una frode che tra imposte e iva non versata venne quantificata in 130 milioni di euro.

La Cassazione ha rigettato il ricorso di Elena Pozzati, 45 anni, confermando così la condanna ricevuta dalla corte d’appello di Bologna, che aveva ridotto di sei mesi quella a tre anni arrivata in primo grado nel 2018 a Reggio Emilia, dove venne incardinato il processo che inizialmente era a Ferrara.

La 45enne non ha beneficiato per pochissimo tempo della prescrizione, della quale si sono avvalsi quasi tutti gli altri imputati, compreso Ciancimino. L’indagine è infatti risalente al 2010 e del tempo lo si è perso anche nell’individuazione del foro competente per il processo.

Pozzati negli anni ha aggiunto un’altra condanna con il patteggiamento per una bancarotta e il cumulo di pene ha portato all’emissione di un ordine di carcerazione a suo carico, eseguito mercoledì dai carabinieri di Vigarano che la hanno accompagnata nel carcere femminile di Bologna.

 

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