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Arcidiocesi in lutto, muore l’arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio Luigi Negri

Aveva 80 anni e ha retto la diocesi da marzo 2013 a giugno 2017. Mercoledì 5 gennaio le esequie

Luigi Negri

E’ morto all’età di 80 anni, presso la Casa di Cura Ambrosiana di Cesano Boscone (Mi), l’arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio Luigi Negri, che è stato arcivescovo di Ferrara-Comacchio dal marzo 2013 al giugno 2017.

A darne notizia è l’attuale vescovo Gian Carlo Perego, che lo ha ricordato nella messa a San Francesco del 31 dicembre e ha invitato i sacerdoti e fedeli a pregare per lui nella messa del primo gennaio.

Alle ore 18 di martedì 4 gennaio, presso la Basilica di S. Francesco, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio Gian Carlo Perego presiederà una S. Messa in presenza della salma e alle ore 21 una Veglia di preghiera. Dalle ore 19 alle ore 22.30 la Basilica di S. Francesco resta aperta per un saluto. Le esequie si terranno mercoledì 5 gennaio alle ore 10, sempre presso la Basilica di San Francesco, presiedute dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna. La salma proseguirà per Milano dove è attesa alle ore 15.30 per la celebrazione dell’arcivescovo Mario Delpini presso la basilica di S. Ambrogio. Seguirà la tumulazione al cimitero di Vignate nella tomba di famiglia secondo le sue volontà. 

Luigi Negri nasce a Milano il 26 novembre 1941. Compie regolarmente gli studi e dal 1955 al 1960 frequenta il liceo classico Berchet di Milano, dove incontra l’amico e ispiratore, Mons. Luigi Giussani, di cui, dopo esserne stato uno dei primi allievi, ne diventa uno dei primi e più stretti collaboratori entrando a far parte del movimento ecclesiale Gioventù Studentesca, fondato dallo stesso Giussani (nucleo originario di quella che sarà poi Comunione e Liberazione). All’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano si laurea a pieni voti in filosofia nel giugno 1965, discutendo una tesi sul problema della fede e della ragione in Tommaso Campanella. Nell’autunno 1967 entra nel seminario diocesano ambrosiano di Venegono.

È ordinato sacerdote il 28 giugno 1972 dal cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano. Nell’ottobre 1972, dopo l’ordinazione, ottiene la licenza in Teologia alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, e fino all’ordinazione episcopale è docente di Introduzione alla Teologia e Storia della Filosofia all’Università Cattolica.

Il 17 marzo 2005 è nominato vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro. È una delle ultime nomine del beato Giovanni Paolo II. Riceve la consacrazione episcopale il 7 maggio 2005 dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano; i co-consacranti furono Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, e Paolo Romeo, allora nunzio apostolico per l’Italia e la Repubblica di San Marino. Prende possesso canonico della Diocesi il maggio 2005 nel duomo di San Pio V a Pennabilli, dove risiede la sede episcopale. Sceglie come motto del suo stemma le parole Tu, fortitudo mea. Il 18 settembre 2012 è nominato padre sinodale della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione.

Il 1 dicembre 2012 è stato nominato Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa. Ha iniziato il Suo ministero nell’Arcidiocesi il 3 marzo 2013 e lo ha concluso nel giugno del 2017.

Cordoglio per la scomparsa di Nogri è stato espresso dal sindaco di Ferrara, Alan Fabbri: “Ho conosciuto monsignor Negri nei mesi successivi al terremoto che ha colpito anche la nostra terra e con lui ho sempre avuto un rapporto cordiale, diretto e sincero, di confronto costruttivo, ne ho apprezzato la schiettezza, il coraggio e la determinazione nel portare avanti le sue idee, ma anche la sua storia di uomo e di uomo di Chiesa. Lo ricorderò come grande esponente del pensiero forte che ha sempre sostenuto le proprie idee nella disponibilità al confronto, ma anche nella fiera determinazione del proprio credo. Monsignor Negri è stata una persona che ha sempre espresso a viso aperto le proprie tesi, senza cercare di compiacere tutti e senza l’ipocrisia del politicamente corretto, con la forza che gli derivava dagli studi, da una solida preparazione filosofica e teologica, dall’esperienza di vita e dall’esperienza vissuta a fianco di don Giussani. Il mio pensiero va oggi ai familiari e a chi gli ha voluto bene: a tutti le mie più sentite condoglianze”.

A ricordarlo è anche il segretario comunale del Pd, Alessandro Talmelli: “Mons. Luigi Negri ci ha sempre interrogato in merito ad una cultura che difenda il giusto valore della persona, perché la persona stessa rappresenti il punto di partenza della riconquista antropologica e di ogni iniziativa politica. Così per Sua Eccellenza, fare cultura significa comprendere l’essere umano nella sua piena dimensione; ciò implica, dunque, l’apertura alla trascendenza: per la considerazione integrale dell’uomo non basta dare un elenco analitico degli aspetti della sua personalità, perché egli, in quanto persona, trascende costitutivamente tutti gli elementi che lo compongono. Una figura che ha saputo farci riflettere in ogni occasione ponendoci angolazioni di lettura nuove e diverse – conclude Talmelli – entrando in profondità nelle vicende della vita e della storia”.

(articolo aggiornato alle ore 18 dell’1 gennaio 2022)

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