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Ritorna anche quest'anno a Ferrara il Festival Mens-A / Pensiero e Dialogo. E' l'unico Festival di "Cultura diffusa" nell'intera regione Emilia-Romagna tra Scienze Umane, Filosofia, Storia e Arte
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Una giornata per affinare l'intesa tra conduttore e cane, per allenare il... fiuto per uno dei reparti sempre più importanti per i corpi di Polizia Locale, e non solo

(immagine di repertorio)
Un concorso per un posto da ricercatore in Scienze infermieristiche all’Università di Ferrara, senza che nella commissione di valutazione dei candidati vi sia alcun docente infermiere.
Anzi, peggio, perché in una prima versione della commissione una docente infermiera c’era – la professoressa associata Daniela Mecugni dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ma, a seguito di una diatriba interna sui criteri di valutazione, quella stessa commissione è stata revocata dal rettore Giorgio Zauli e poi rinominata, questa volta senza alcun rappresentante degli infermieri.
E proprio sul rettore ora si abbatte la bufera polemica degli infermieri professionisti. Il caso viene infatti sollevato dal giornale di categoria Nurse Times, che è gestito da infermieri, dove la sorpresa e la rabbia non sono certo nascosti: “Sembra una barzelletta estiva, ma purtroppo non lo è”.
La prima commissione era formata da tre docenti: due di Unife – Lamberto Manzoli e Maria Elena Flacco – e poi Mecugni. Dal decreto di Zauli con il quale viene sciolta, si evince che il motivo risiede nel conflitto tra Manzoli e Flacco da una parte e Mecugni dall’altra. Addirittura, quest’ultima non ha sottoscritto il verbale della prima riunione “in quanto non conteneva le dichiarazioni che aveva chiesto di sottoscrivere”. Alla fine, osserva il rettore, sono “inconciliabili le posizioni espresse dai Proff. Manzoli e Flacco rispetto a quella espressa dalla Prof.ssa Mecugni, con conseguente impossibilità di regolare funzionamento della Commissione […]”, per cui non rimane altro che scioglierla in autotutela. Siamo al 19 luglio.
Il 6 agosto si rifà dall’inizio. Zauli nomina una nuova commissione con presidente ancora Manzoli, e con gli altri due membri scelti in Armando Stefanati di Unife e Lorenzo Giovanni Mantovani dell’Università Milano-Bicocca. Ora però nessun componente è infermiere e questa volta i criteri di valutazione del futuro ricercatore non vengono messi in dubbio, quindi si procede regolarmente.
La cosa però non sembra essere affatto gradita dalla categoria infermieristica: “Con tutti gli Ordinari ed Associati che ci sono nel Ssd Med/45 (Scienze infermieristiche, ndr) – tuona Nurse Times – è possibile che il Rettore non abbia pensato ad includere gli appartenenti al Ssd interessato o fare come per gli altri concorsi una commissione con i soli appartenenti al Ssd oggetto del concorso? Cosa spaventa tanto? Come può una commissione composta totalmente da non infermieri, valutare se i titoli presentati dai candidati siano coerenti con il Ssd Med/45, e quindi con l’infermieristica?”.
Meno polemica è la Consociazione nazionale degli infermieri (Cnai), soprattutto perché, nota, il caso di Unife non è affatto isolato. “La Cnai – si legge in una nota su Facebook – prende posizione e chiaramente si esprime contro la scelta, compiuta in autotutela, dell’Università di Ferrara, di procedere al cambio di componente di commissione, escludendo la rappresentante d[i] Scienze infermieristiche ed inserendo anche il terzo commissario del settore [di] Igiene e medicina Preventiva, per motivi legati alla definizione dei criteri di valutazione dei candidati. Tuttavia è altrettanto vero che questo caso non è il primo”. Da qui il monito anche la constazione che “spiace veramente molto vedere che le fiamme si alimentino, ma solo a geometria variabile e per certi versi in maniera discutibile”.
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