Potrebbe essere un Consiglio comunale scoppiettante, quello di lunedì se Rossella Arquà dovesse davvero dare seguito all’intenzione di presentarsi in municipio e contestare la sua sostituzione – o meglio, la surroga – dopo le sue dimissioni prevista proprio come primo atto dell’assemblea del 28 giugno.
La consigliera, infatti, ha inviato una formale diffida a procedere con la surroga, inoltrandola al sindaco Alan Fabbri, al presidente e al segretario del Consiglio comunale, nonché al prefetto Michele Campanaro: Arquà sostiene che le dimissioni non siano valide perché carpite in un momento di debolezza e anche perché formalmente non conformi a quanto previsto dalle norme.
E a quell’atto potrebbe aggiungersi anche la presenza fisica della Arquà anche se l’effetto scenico è destinato probabilmente a essere meno impattante di quello potenziale dato che, nonostante la comunicazione del 12 giugno dell’ufficio della presidenza del Consiglio comunale sostenesse il contrario, mercoledì si è deciso di non riunire l’assemblea di nuovo in presenza dopo tanto tempo, bensì di proseguire in modalità online, in videoconferenza.
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