Cento. La procura ha chiesto la condanna a un anno di reclusione per Giovanni Fava, ex patron della Baltur di Cento, per la morte di Giampaolo Brugioni, operaio deceduto per mesotelioma pleurico dovuto all’esposizione alle fibre di amianto.
La richiesta di pena, con concessione della sospensione e il riconoscimento delle attenuanti generiche, è arrivata a conclusione di una lunga requisitoria della pm Isabella Cavallari (che ha ereditato il fascicolo aperto a suo tempo dal collega Giuseppe Tittaferrante) nell’udienza di giovedì 18 febbraio, nella quale è stato sentito anche l’ultimo testimone, il direttore generale dell’impresa che forniva l’amianto alla Baltur.
Il giudice Sandra Lepore, dopo aver ascoltato la parte civile, ha rinviato all’udienza dell’8 aprile per le ultime arringhe. In quella data dovrebbe anche sciogliere la riserva sulla richiesta di perizia avanzata inizialmente dal pubblico ministero per verificare la ricostruzione delle mansioni svolte da Brugioni nel corso del tempo e correlarle al grado di esposizione all’amianto e poi per valutare il rapporto di causalità tra l’esposizione e l’insorgere del mesotelioma.
Secondo la procura, stando a quanto emerso finora nel processo, l’esposizione fatale e continuativa alle pericolose fibre di amianto avvenne proprio alla Baltur, dove Brugioni lavorò al 1978 al 1994 occupandosi di assemblaggio e montaggio dei bruciatori nelle caldaie, manipolando delle guarnizioni in amianto, oltre che dei guanti in amianto nelle fasi di test dei bruciatori, senza che vi fosse un adeguato sistema di aspirazione delle polveri. A poco rilevando, secondo il pm, eventuali esposizioni precedenti in altre aziende in cui Brugioni aveva lavorato (Soimi, Riva Mariani ed Eridania).
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com