Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
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Si chiamava Hamrouni Hassen, il 30enne di nazionalità tunisina morto dopo il tragico incidente stradale avvenuto nella serata di sabato 20 giugno - intorno alle 21.20 - lungo via Copparo
Ra'ed Dawoud resta in carcere a Ferrara. Il Tribunale del Riesame di Genova ha infatti confermato con una nuova ordinanza la misura della custodia cautelare nei confronti del palestinese detenuto nella casa circondariale dell'Arginone
Tragico incidente stradale nella serata di sabato 20 giugno a Ferrara. Intorno alle 21.20, in via Copparo, poco oltre il Centro Spal, due automobili si sono scontrate e una persona ha perso la vita
Paura ma fortunatamente nessuna grave conseguenza nella tarda mattinata di domenica 21 giugno lungo la Strada Adriatica, in località Ripapersico, dove un'autovettura è uscita di strada finendo ribaltata

Da destra: l’ex presidente del Cda di Carife Sergio Lenzi e l’avvocato Massimo Mazzanti durante il processo di primo grado a Ferrara
Si avvicina il momento di chiudere anche il processo d’appello sul crac di Carife derivato, secondo le accuse, dalle operazioni di aumento di capitale da 150 milioni di euro del 2011. La prossima udienza, in calendario il 29 marzo, dovrebbe essere l’ultima e quella in cui i giudici si ritireranno in camera di consiglio per la decisione.
Lunedì 15 febbraio, intanto, è stato il turno delle arringhe difensive di tre degli imputati principali: Sergio Lenzi (difeso dall’avvocato Massimo Mazzanti), Davide Filippini e Michele Sette (difesi dagli avvocati Dario Bolognesi e Giovanni Briola).
Per Lenzi, ex presidente del Cda di Carife e unico – insieme all’ex dg Daniele Forin – a essere condannato in primo grado per i reati di falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio, la difesa ha prodotto un corposo atto d’appello da 120 pagine e una memoria finale da 110 per ribadire e approfondire le ragioni della sua estraneità ai fatti contestati.
Per Filippini e Sette, ex responsabili delle direzioni Bilancio e Finanza, assolti entrambi da tutto dal Tribunale di Ferrara ma che nella costruzione della procura di Ferrara sono individuati forse come gli ingranaggi principali del meccanismo, le difese hanno contrastato l’appello dei pm Stefano Longhi e Barbara Cavallo sotto vari profili, compreso quello dell’ammissibilità. I legali hanno chiesto che la Corte, nel caso lo ritenga ammissibile, si pronunci per la insussistenza del fatto, che comporterebbe un’assoluzione ancora più favorevole per entrambi, in una impostazione vicina nella sostanza a quelle delle difese Lenzi e Forin.
Per quanto riguarda il reato principale di bancarotta tutte le difese hanno ovviamente chiesto la conferma delle assoluzioni perché il fatto non sussiste: “È notorio che il default della Carife non dipende da questa vicenda – osserva l’avvocato Bolognesi – ma dalle altre che sono oggetto di un’indagine in corso e di un processo che si farà dopo questo”.
La procura, lo ricordiamo, ha chiesto ai giudici felsinei la condanna a 6 anni per Lenzi, Forin e Filippini per la bancarotta.
L’ultima arringa di giornata è stata quella dell’avvocato Gabriele Casartelli per Spartaco Gafforini della Banca Valsabbina.
Il 29 marzo toccherà all’avvocato Marco Martines che difende gli ex vertici di CariCesena, poi le eventuali repliche e, come detto, probabilmente la sentenza.
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