Cronaca
22 Gennaio 2021
L'avvocato della Deloitte rileva che alcune impugnazioni delle parti civili contengono riferimenti a imputati e imputazioni di un altro processo

Appello Carife. La difesa Forin insiste per l’assoluzione

di Daniele Oppo | 1 min

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In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

(archivio)

Atti d’appello di alcune parti civili che riportano imputati e imputazioni non di questo processo. Frutto altamente probabile di un uso un po’ disinvolto del copia/incolla. L’udienza d’appello di giovedì 21 gennaio del processo per la bancarotta Carife dovuta alle operazioni di aumento di capitale del 2011 ha riservato qualche piccolo spunto tragicomico in una vicenda che avrebbe bisogno di tutto tranne che di trasformarsi in farsa.

A rilevarlo è stato l’avvocato Giovanni Ponti, che assiste il revisore Michele Masini della Deloitte & Touche (tra gli assolti in primo grado), nella sua arringa.

L’avvocato Carmine Fasano, difensore di Daniele Forin, ex direttore generale di CariFe, unico condannato insieme all’ex presidente Sergio Lenzi, ha chiesto l’assoluzione del suo assistito perché il fatto non sussiste o non costituisce reato.

Per il resto, i giudici della corte felsinea hanno ascoltato le arringhe dei responsabili civili – Banca Valsabbina, Caricesena e appunto Deloitte – che hanno chiesto la conferma della sentenza del tribunale di Ferrara e di dichiarare inammissibili gli appelli di procura e parti civili.

La prossima udienza, dedicata al resto delle difese (ma non tutte), è stata fissata per il 15 febbraio.

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