Elian è il primo nato a Cona del 2026
Il primo nato del 2026 all'ospedale di Cona è Elian Ciubuc, venuto alla luce alle 12.55 del primo gennaio. Accanto a lui mamma Nadia e papà Ion, originari della Moldavia e ora residenti a Codigoro
Il primo nato del 2026 all'ospedale di Cona è Elian Ciubuc, venuto alla luce alle 12.55 del primo gennaio. Accanto a lui mamma Nadia e papà Ion, originari della Moldavia e ora residenti a Codigoro
Sotto l'albero di Natale, mentre la città scorreva ancora nel ritmo sospeso delle feste, circa duecento persone si sono raccolte per la pace. In piazza Cattedrale, il primo giorno dell'anno è stato un gesto collettivo per ribadire che il no alla guerra e al riarmo non è astrazione, ma una scelta politica, quotidiana e urgente
Un’esplosione di luci, musica ed emozioni. Davanti a oltre 30mila persone, Ferrara ha accolto il 2026 con la 26ª edizione dell’Incendio del Castello Estense
L'Unità di Strada della Caritas Ferrara lancia un appello ai cittadini per organizzare la cena di Capodanno per persone senza dimora e in grave marginalità
Al centro sportivo “I Tre Campi” una ventina di ragazzi – del Camerun e della Nigeria – hanno dato vita a un’iniziativa che va oltre il gesto simbolico

da sinistra: Michele Fabbri e Pietro Greco
di Michele Fabbri
Pietro Greco, giornalista, scrittore e intellettuale che amava la scienza come inderogabile principio costituente della democrazia, ci ha lasciato improvvisamente a 65 anni. Pietro ha dedicato tutto il suo tempo e le sue energie, con un rigore costante e instancabile che non finisce di stupire, ad affrontare i temi e le implicazioni della scienza, la più alta espressione dell’intelletto razionale umano, nel vivo della società in cui viviamo. L’ha fatto con un rigore, chiarezza e umiltà, che ne costituiscono la cifra assoluta, spaziando nei suoi lavori dal Mare Mediterraneo, visto come origine di una cultura indivisibile fondata sulla ragione, all’Europa, frutto originale della rivoluzione scientifica che non conosce asfittiche miserie di sovranismi.
In questo largo orizzonte, Pietro ha avuto tante volte tempo e modo di condividere conoscenze e discussioni con studenti, insegnanti e cittadini di Ferrara. Per tanti anni, come docente del Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza del nostro ateneo, Pietro Greco ha partecipato nella nostra città a eventi pubblici e tenuto lezioni per studenti di diversi livelli di scolarizzazione.
L’ultima lezione l’ha tenuta in occasione dell’apertura del ventesimo anno accademico del Master. Pochi giorni fa. Avevamo chiesto a lui di tenere la conferenza di apertura perché la ricorrenza accademica andava celebrata con un livello adeguato di riflessione teorica e perché la contingenza pandemica richiedeva un contributo che aiutasse a orientarsi nella “epidemia informativa” in corso.
Non ci ha deluso nemmeno quest’ultima volta. Vi proponiamo dieci minuti di quella lezione. C’è tutto quello che serve per rispondere a tante domande che continuiamo a farci su cosa ci stanno dicendo su Covid-19: scienza, democrazia, comunicazione e giornalismo. Con una proposta finale che è quasi un testamento scientifico per il Paese. E per me la gioia di risentire il maestro senza il quale non avrei fatto questa parte della mia vita così come l’ho fatta.
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