Cronaca
22 Novembre 2020
All'uomo di 62 anni contestato l'abbandono di persona incapace. Lunedì l'autopsia sul corpo della donna 87enne deceduta dopo una caduta dalle scale

Figlio indagato per la morte della madre

di Daniele Oppo | 2 min

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Saranno necessari l'autopsia e gli esami tossicologici per fornire agli inquirenti un quadro più chiaro e contribuire a risolvere il mistero che avvolge la morte di Salvo Felice, 65 anni, e Patrizia Zangaglia, 62 anni. I due, nella mattinata di domenica 31 maggio, sono stati trovati senza vita, uno accanto all'altra, davanti alla porta del bagno, stesi sul pavimento

Abbandono di persona incapace, aggravato dalla morte e dal rapporto filiale. È la contestazione che al momento il pm Andrea Maggioni muove formalmente nei confronti dell’uomo di 62 anni indagato per la morte della madre 87enne in circostanze ancora da chiarire.

Sabato negli uffici della Squadra mobile diretta da Dario Virgili si è tenuto l’interrogatorio fiume, durato dalle 11 fino alle 16,30 circa, durante il quale il 62enne ha deciso di rispondere alle domande degli inquirenti dopo che agli inizi dell’indagine si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Il suo legale, l’avvocato Giovanni Sorgato, ha avanzato la richiesta di sottoporre l’uomo a una perizia psichiatrica.

Per lunedì è stata invece fissata l’autopsia sul corpo della signora, deceduta dopo una caduta dalle scale e senza che il figlio abbia chiesto l’intervento di un’ambulanza, pare proprio su indicazione della donna che aveva paura di ammalarsi di Covid-19. Gli inquirenti si aspettano di ottenere indicazioni più certe dopo che un primo esame esterno ha escluso la presenza di segni di violenza operati da terzi.

Nella mattinata, peraltro, nell’abitazione del 62enne sono intervenuti anche i Vigili del fuoco per un’apertura porte di emergenza: si è temuto il peggio perché i poliziotti che sono andati a fargli la notifica per l’autopsia e per l’interrogatorio non hanno ricevuto alcuna risposta. L’uomo, per fortuna, era solo addormentato.

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