Tre rapine in due mesi, sedicenne fermato e collocato in comunità
Sedicenne collocato in comunità dopo un'indagine della Squadra Mobile che gli contesta tre rapine commesse a Ferrara tra marzo e aprile con l'uso di coltello e taglierino
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Fiscaglia. Erano già stati arrestati a inizio ottobre per aver tentato di rapinare una prostituta sotto la minaccia di armi da softair arrangiate per apparire vere. Giovedì 19 novembre gli uomini della Squadra mobile di Ferrara hanno eseguito altre due ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli stessi due uomini: due ferraresi di 31 e 28 anni, questa volta per una rapina in abitazione compiuta ai danni di una signora di 60 anni
Uno dei due, T.F. di 31 anni, originario di Bondeno, ma da tempo dimorante nella zona di Comacchio, è stato rintracciato presso l’abitazione dei genitori nel mantovano e condotto nel carcere estense; il secondo, S.A. di 28 anni, residente nella zona di Migliarino è stato ristretto agli arresti domiciliari anche per via della collaborazione dimostrata.
I fatti contestati risalgono al 5 ottobre scorso, quando in tarda serata una signora di circa 60 anni, mentre era nella propria abitazione di Massa Fiscaglia, ha ricevuto una chiamata da parte di un uomo, che lei credeva essere un conoscente e che le ha preannunciato di essere in procinto di farle visita. La donna, sola in casa, che vive della sola pensione, per nulla preoccupata per l’orario inconsueto, verso le 23 ha sentito suonare alla porta e ha aperto, pensando di trovarsi di fronte l’amico che doveva ritirare una coperta lavorata a maglia.
Invece le si sono parati davanti due individui mascherati con il passamontagna e con in pugno armi che sembravano vere: un fucile d’assalto e una pistola a canna lunga.
Dopo aver terrorizzato la vittima ed essersi fatti strada, hanno iniziato rovistare in casa alla ricerca di denaro e, non soddisfatti del magro bottino di 230 euro in contanti, le hanno preso la carta Postepay, sprovvista però di fondi. Dopo avere minacciato e legato la donna con un nastro trovato in casa, i due rapinatori si sono allontanati rapidamente.
La donna poco dopo è riuscita a liberarsi, ma non ad allertare immediatamente i soccorsi: la denuncia è arrivata solo nel giorno successivo.
Le prime attività d’indagine hanno consentito agli agenti della Mobile di ricondurre il modus operandi e le descrizioni dei due rapinatori proprio a due giovani arrestati il giorno dopo per aver tentato di rapinare e abusare sessualmente, con la minaccia dello stesso tipo di armi, una prostituta nella periferia di Ferrara.
In particolare, la 60enne non solo ha riconosciuto i passamontagna che erano stati sequestrati ai rapinatori della prostituta ma, dopo avere descritto alla perfezione l’arma lunga utilizzata, ha individuato il caratteristico rumore dei pallini in plastica contenuti nel caricatore.
Nei giorni successivi grazie ad alcune perquisizioni nelle rispettive abitazioni dei due arrestati, sono stati recuperati tutti i capi di abbigliamento indossati la sera della rapina e in particolare una maglia con una cerniera laterale che addirittura uno dei due indossa in una foto sul suo profilo Facebook.
Il ritrovamento della maglia ha convinto il giovane, S.A., che le fonti di prove contro di lui erano schiaccianti e, pertanto, ha iniziato a collaborare, confessando la rapina.“È molto dispiaciuto e sta offrendo una piena collaborazione – spiega il suo legale, l’avvocato Stefano Forlani -. Si è lasciato trascinare in un gioco più grande di lui”.
T.F., che è assistito dall’avvocato Marcello Barbè, finora ha deciso di non rispondere alle domande degli inquirenti.
Lunedì mattina verranno sentiti entrambi dal Gip.
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